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Microsoft alimenta i server con la spazzatura

Entro il prossimo mese entrerà in funzione un impianto che sfrutterà il biogas per alimentare i server presenti all'interno del data center in Wyoming.

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Mentre alcune aziende progettano data center nelle regioni più fredde del pianeta per ridurre i costi associati ai sistemi di raffreddamento, Microsoft ha deciso di alimentare i server con il biogas. Tra circa un mese, l’azienda di Redmond completerà la costruzione di un impianto nel Wyoming che alimenterà il data center nelle vicinanze mediante celle a combustibile. Il combustibile, in questo caso, è il metano ottenuto dai rifiuti del Dry Creek Water Reclamation Facility, situato nella città di Cheyenne.

Il calore in eccesso verrà rispedito indietro all’impianto di trattamento delle acque reflue per accelerare la digestione anaerobica da parte dei microrganismi che trasformano i rifiuti in energia. L’uso di una fonte di energia rinnovabile permetterà di ridurre le emissioni di anidride carbonica ed eliminerà gli sprechi dovuti alla scarsa efficienza dei comuni sistemi di alimentazione. Attualmente, infatti, circa il 99% dell’energia viene sprecato nel processo di conversione. Dei 100 kW iniziali, solo 0,9 kW viene usato per fornire i servizi ai clienti.

Per trovare soluzioni più efficienti dal punto di vista energetico, Microsoft ha creato il Datacenter Advanced Development team all’interno del gruppo Global Foundation Services, definito dall’azienda come «il motore che alimenta il cloud Microsoft». Gli ingegneri che lavorano in questo gruppo hanno progettato quasi tutti i data center che gestiscono oltre 200 servizi cloud per oltre 20 milioni di aziende e oltre 1 miliardo di utenti nel mondo, da Xbox Live a Skype, da Office 365 ad Azure.

Il Data Plant a biogas del Wyoming entrerà in funzione entro fine febbraio e, nei 18 mesi successivi, verranno registrati i dati relativi all’uso dell’energia. Al termine del progetto, l’impianto verrà donato alla comunità locale e all’Università del Wyoming. Microsoft continuerà comunque le sue ricerche per migliorare la tecnologia delle celle a combustibile, ritenute le più efficienti considerando il rapporto tra l’energia generata e la loro dimensione.

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