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Google, è accordo con l’antitrust europea

La Commissione Europea annuncia di aver trovato l'accordo con Google: l'interfaccia del motore cambierà per ospitare la concorrenza tra le SERP.

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Google e l’antitrust europea hanno raggiunto un accordo su una causa pendente ormai da un triennio. Una causa importante, che va verso una risoluzione “pacifica” determinando importanti cambiamenti nel modo in cui il motore di ricerca porterà i propri risultati sulle pagine restituite agli utenti.

Affinché l’accordo diventi ufficiale occorrerà attendere una ulteriore disamina da parte di coloro i quali avevano a suo tempo contrastato il modus operandi di Google, accusato di abuso di posizione dominante. La novità è però ora sostanziale: la Commissione Europea ritiene infatti soddisfatte le proprie esigenze di veder ripristinato un corretto asservimento alle regole, in modo particolare nel rispetto dell’utente finale.

Joaquin Almunia è infatti chiaro a questo proposito nelle proprie dichiarazioni sul caso: «Il mio obiettivo è proteggere la competizione a beneficio dei consumatori, non della concorrenza. Credo che le nuove proposte ottenute da Google dopo lunghe e difficili trattative possano ora risolvere le preoccupazioni della commissione». Secondo Almunia, infatti, quanto deciso non impedisce a Google di continuare a crescere ed a perseguire i propri obiettivi, ma al tempo stesso offre una reale possibilità di scelta di fronte alla quale saranno gli utenti a poter firmare la propria sentenza di mercato».

Cosa cambia per Google

La proposta di Google è stata accettata dalla Commissione e pertanto si avvia a divenire un obbligo per l’azienda stessa: Google sarà costretta ad adeguarsi, riadattando la propria interfaccia al fine di seguire le indicazioni portate avanti dalla Commissione (proposte sì da Google, ma forzosamente imposte dall’autorità europea). Questi i tre principali interventi conseguenti a quanto pattuito:

  1. Google consentirà un’ampia possibilità di opt-out a chiunque non intenda fornire informazioni ai motori di ricerca specializzata interni all’offerta di Mountain View, il tutto senza penalizzazione alcuna sul motore principale e con forte granularità delle opportunità di opt-out sulle singole informazioni;
  2. Google rimuove ogni parametro di esclusività nell’offerta di search advertising ai propri partner;
  3. Google rimuove ogni restrizione alle campagne di search advertising su piattaforme di search advertising rivali.

Una commissione indipendente monitorerà l’azione di Google nei prossimi 5 anni, garantendo così la regolarità dell’azione del motore ed il pieno asservimento a quanto stipulato nell’accordo con l’antitrust europea. Piena garanzia e piena soddisfazione giunge da Kent Walker, Senior Vice President & General Counsel di Google:

Faremo cambiamenti significativi al modo in cui Google opera in Europa. Abbiamo lavorato con la Commissione Europea per indirizzare le preoccupazioni che hanno sollevato e desideriamo risolvere la questione.

Come cambierà Google

La novità principale sarà evidente soprattutto agli occhi dei consumatori finali, i quali vedranno riadattata l’interfaccia delle SERP a seguito dell’accordo tra Google e l’UE. In particolare compariranno sulla pagina nuovi elementi, appositamente evidenziati per differenziarne la natura rispetto all’offerta di Google, con i quali la concorrenza si guadagna il diritto di apparire al fianco della ricerca verticale del motore. Alcuni esempi:

Shopping

Nella parte alta della pagina, al fianco della ricerca verticale di Google legata ai prodotti in una data categoria merceologica, compariranno offerte provenienti da siti terzi che, posizionandosi fianco a fianco con l’offerta di Google, ottengono uno spazio privilegiato che dovrebbe ridurre l’egemonia del motore. Il timore della concorrenza, infatti, è che il monopolio acquisito nella ricerca online possa essere traslato anche su ambiti collaterali, riducendo le possibilità concorrenziali dei competitor e trasformando la ricerca online in un buco nero che porta ogni risorsa disponibile verso Mountain View.

Google Shopping dopo l'accordo con l'antitrust UE

Google Shopping dopo l’accordo con l’antitrust UE

Ricerca localizzata

Al pari di quanto posto in essere in ambito shopping, Google propone una nuova impostazione grafica per le proprie SERP di ricerca localizzata offrendo un posto prioritario alle soluzione “alternative” a Google (“alternative” è esattamente la parola usata per etichettare tali offerte). L’esempio dimostra chiaramente come Pagine Gialle, ViaMichelin e Yelp possano quindi ambire ad una posizione di primo piano, pur avendo meno informazioni e potendo quindi essere meno direttamente appetibili. Saranno probabilmente questi i punti su cui punteranno eventuali nuove osservazioni ad una commissione UE che da parte sua ha però già espresso una opinione chiara: occorreva ripristinare anzitutto la competizione agli occhi degli utenti e non soltanto tra le aziende.

Ricerca localizzata su Google dopo l'accordo con l'antitrust UE

Ricerca localizzata su Google dopo l’accordo con l’antitrust UE

Occorre notare come (vedi apposita gallery), al fine di omologare l’impatto della nuova grafica in ogni ambito, la proposta abbia incluso anche esempi relativi alla visualizzazione dei risultati su smartphone e su tablet, laddove l’interfaccia è parzialmente differente e la disposizione delle offerte merita pertanto attenzioni diverse e peculiari.

L’antitrust esce di scena?

Nella propria comunicazione, l’antitrust europea spiega chiaramente come la proposta veda soddisfatte le proprie richieste ed invita pertanto a procedere nell’adeguamento di Google a tali dettami. La Commissione tende quindi a defilare la propria posizione, ricordando come la propria azione abbia seguito medesimo iter già portato avanti con Microsoft, Apple ed IBM ove il cuore della vertenza è stata l’imposizione ad un correttivo sull’offerta di tali aziende sul mercato.

L’accordo chiude pertanto temporaneamente il caso, in attesa che l’apposita commissione di monitoraggio verifichi la corretta implementazione delle direttive. Al tempo stesso l’antitrust UE spiega di avere ancora una pendenza con Google relativa ad Android e di essere pertanto già al lavoro su quest’altro fronte.