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La vita nel 2030, secondo Ray Kurzweil

Nanobot nel sangue, cervelli connessi alle tecnologie cloud, intelligenza artificiale equiparabile a quella umana: è il futuro immaginato da Google.

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A fine 2012 Ray Kurzweil è entrato a far parte del team di Google, ricoprendo il ruolo di Director of Engineering per il gruppo di Mountain View. Classe 1948, è stato uno dei pionieri dei sistemi OCR (riconoscimento ottico dei caratteri), occupandosi anche di sintesi vocale e intelligenza artificiale. Una figura autorevole quando si tratta di guardare al futuro, che proprio oggi prova ad immaginare come la tecnologia trasformerà la vita di tutti i giorni nei prossimi decenni.

Intervistato dalla redazione del Wall Street Journal, Kurzweil parla di come la miniaturizzazione delle componenti permetterà entro il 2030 di immettere dei veri e propri nanobot all’interno del corpo umano, trasportati per tutto l’apparato dal sangue, capaci di innalzare le difese immunitarie quando necessario e migliorare la qualità della vita. Alcuni potranno agire direttamente sul cervello, in particolare nella neocorteccia, facilitando il processo intellettivo grazie all’integrazione con le piattaforme cloud.

I pazienti affetti da Parkinson possono già scaricare un nuovo software per il computer connesso al loro cervello. Ha le dimensioni di un pisello, dunque richiede un intervento chirurgico poco invasivo. Queste potranno essere ridotte di oltre 100 volte nel giro di un decennio, così nel 2030 saranno grandi come le cellule che normalmente si trovano nel sangue.

Gettando lo sguardo ancora più avanti, intorno al 2045 l’intelligenza artificiale avrà le medesime capacità e abilità di quella umana. Secondo il suo parere questo non darà vita ad un’epoca di scontri fra uomini e macchine come raccontato da numerosi film e romanzi. Come sempre la tecnologia è di per sé neutra e sta alle persone impiegarla responsabilmente per fini nobili, oppure optare per un utilizzo malvagio.

Un visionario che parla di progetti tanto innovativi da sembrare quasi fantascientifici, in un’azienda che oggigiorno mobilità gran parte delle informazioni circolanti sul Web attraverso il proprio motore di ricerca. Le ambizioni e le competenze di menti come Kurzweil rappresenteranno alcuni dei pilastri sui quali Google costruirà i suoi prossimi progetti. Per capire se tutto questo è destinato a concretizzarsi bisogna attendere qualche decennio, ma di certo qualcosa si sta muovendo in questa direzione, come dimostra l’ancora misterioso progetto Calico annunciato lo scorso anno da bigG.

Fonte: The Wall Street Journal • Immagine: YouTube • Notizie su: ,