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Google Doodle: Olimpiadi e diritti umani

Google accompagna l'inaugurazione delle Olimpiadi Invernali di Sochi con un doodle e una homepage dedicata alla lotta contro le discriminazioni.

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Google porta oggi online una delle homepage più significative di sempre del proprio motore di ricerca: una celebrazione delle Olimpiadi Invernali di Sochi, ma anche un attacco esplicito alle discriminazioni di cui la Russia si sta macchiando. Un logo personalizzato (“doodle“), un simbolo e un messaggio tratto direttamente dalla Carta Olimpica, il tutto messo sotto gli occhi di milioni di persone e ben più esplicativo di quanto non possano fare gesti più o meno significativi dei grandi dei potenti – presenti o meno a Sochi in queste ore.

Oggi scatta l’inaugurazione delle Olimpiadi Invernali. Per molti versi è una vera e propria liberazione dopo settimane di polemica e di critiche al Presidente Putin: finalmente lo sport avrà la prima pagina, tornando protagonista dell’evento. Il giorno dell’inaugurazione sarà però anche il giorno dei simboli: i potenti della terra assenti alla manifestazione inaugurale, telefonate intercettate e diffuse sul Web, atleti che potrebbero approfittare della loro visibilità per rincarare il messaggio di libertà di cui questi Giochi si fanno portatori. Google ha portato avanti il proprio impegno a modo proprio, e con raffinatezza. Eccolo il doodle di oggi: il logo, i colori della bandiera arcobaleno, ma soprattutto una frase aggiuntiva, tradotta in tutte le lingue in base alla localizzazione scelta per il proprio motore, tratta dalla Carta Olimpica (pdf):

La pratica dello sport è un diritto dell’uomo. Ogni individuo deve avere la possibilità di praticare lo sport senza discriminazioni di alcun genere e nello spirito olimpico, che esige mutua comprensione, spirito di amicizia, solidarietà e fair-play

Google Doodle per le Olimpiadi invernali di Sochi 2014

Sci e Hockey, Curling e Slittino, Pattinaggio e Snowboard, ma soprattutto sei colori di fondo ad unire le persone, il logo e le diverse discipline.

Il riferimento è in ogni dettaglio alla discriminazione omosessuale: Putin deve rispondere anzitutto a questa questione, un fardello scomodo che il paese ospitante si porta appresso e che non riesce ad oscurare nemmeno con balli, coreografie e fuochi d’artificio. Putin spera forse che lo sport possa rasserenare il clima ed accantonare tali polemiche, ma Google gli sta ricordando come lo sport e il rispetto dei diritti umani non sono cose differenti e distinte: fanno parte di una stessa etica, fanno parte di una medesima dignità e l’Olimpiade è per sua natura l’espressione prima e massima di questa intersezione metaforica tra la potenza del fisico e la potenza dell’anima.