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Samsung Context, il servizio che registra tutto

Context è il servizio che dovrebbe "raccogliere" le abitudini d'uso dell'utente e consegnarle nelle mani degli sviluppatori per creare app migliori.

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I futuri smartphone Samsung potrebbero integrare un servizio che permetterebbe agli sviluppatori di accedere a numerosi dati relativi all’utente e al modo in cui utilizza il dispositivo. Non è chiaro se e quando Context (questo è il nome del servizio) verrà lanciato ufficialmente, dato che il produttore coreano deve ancora valutare la sua utilità in termini di vendite e profitti. Sembra però che l’argomento sia stato trattato durante l’incontro tra i dirigenti Samsung e i vertici di Google nel campus di Mountain View.

A fine gennaio, Google aveva chiesto a Samsung di limitare l’eccessiva personalizzazione del sistema operativo mobile e lo sviluppo di applicazioni con funzionalità simili a quelle preinstallate sui dispositivi Android. È probabile che la discussione sia proseguita nei giorni successivi e abbia portato ad una sorta di compromesso tra le due aziende. In pratica, Samsung dovrebbe pubblicizzare Android e le app di Google, sfruttando il suo dominio sul mercato, ottenendo in cambio il permesso di usare il nuovo servizio. Trattandosi di indiscrezioni, tutto potrebbe essere smentito nelle prossime settimane.

Secondo il sito The Information, Context crea un profilo dell’utente analizzando la sue attività quotidiane: cosa digita, quali app utilizza, cosa registrano i sensori dello smartphone e altri tipi di dati. Queste informazioni verrebbero “cedute” agli sviluppatori che quindi potrebbero includere contenuti o inserzioni pubblicitarie su misura all’interno delle loro applicazioni. Ad esempio, se l’utente cerca frequentemente notizie di sport, un servizio video sfrutterà Context per visualizzare automaticamente video di eventi sportivi.

Al momento, non è possibile stabilire se la novità verrà annunciata insieme al Galaxy S5. Se ciò accadrà, appare scontata l’inizio di una protesta di massa verso un servizio poco rispettoso della privacy dell’utente (se Samsung non ne consentirà la disattivazione).