QR code per la pagina originale

Pheme, la macchina della verità per Twitter

Diversi ricercatori hanno avviato lo sviluppo di un sistema in grado di verificare la veridicità delle informazioni pubblicate sul social network.

,

Un gruppo internazionale di ricercatori, guidato dall’Università di Sheffield, ha avviato la progettazione di un sistema in grado di verificare velocemente le fonti delle notizie pubblicate su Twitter. Pheme è la “macchina della verità” che permetterà di analizzare in tempo reale la veridicità delle informazioni diffuse tramite il noto social network. Spesso infatti si tratta solo di rumor che, oltre ad essere falsi, possono rappresentare un pericolo per i cittadini.

I social network sono ormai diventati il mezzo di informazione più utilizzato in assoluto. In pochi minuti qualsiasi avvenimento si diffonde in tutto il mondo, ma non sempre la notizia si rivela affidabile. Gli stessi giornalisti non riescono a distinguere tra una news vera e una falsa, contribuendo così ad aumentare i rischi che una notizia inventata comporta. In passato, ad esempio, i social network sono stati usati per diffondere accuse di brogli elettorali durante le elezioni in Kenya, per asserire che Obama è musulmano e per annunciare la liberazione degli animali dello zoo di Londra durante le rivolte del 2011. Notizie simili possono quindi scatenare panico tra le persone e, nel peggiore dei casi, innescare vere e proprie guerriglie urbane.

Lo scopo principale del progetto Pheme, finanziato dall’Unione Europea, è permettere di distinguere la verità dalle bugie. La macchina della verità classifica i rumor online in quattro categorie: speculazione, controversia, informazione sbagliata e disinformazione. Vengono inoltre classificate le fonti per valutare lo loro autorevolezza: agenzie di stampa, singoli giornalisti, esperti, testimoni oculari, cittadini comuni e bot. Infine, Pheme esamina il background della fonte e la sua storia (i post pubblicati in passato) per individuare gli account Twitter creati esclusivamente per diffondere false informazioni. Attraverso una dashboard visuale sarà possibile verificare le fonti che corroborano o negano l’informazione, e visualizzare l’andamento delle conversazioni su una determinata notizia.

I primi test sul campo saranno effettuati dalla Swiss Broadcasting Corporation (giornalismo digitale) e dall’Istituto di Psichiatria del King’s College di Londra (assistenza sanitaria).