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Power To Give, un HTC One per la ricerca

HTC ha annunciato il progetto Power To Give. Gli utenti potranno contribuire alla ricerca, cedendo una parte della potenza di calcolo dei loro smartphone.

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Al Mobile World Congress di Barcellona, HTC ha presentato due nuovi smartphone di fascia media (Desire 816 e Desire 610) che, almeno nel design, somigliano al più noto e costoso HTC One. Insieme ai nuovi device, il produttore taiwanese ha annunciato un’interessante iniziativa che ricorda chiaramente SETI@home e Folding@home. Power To Give sfrutterà la potenza di calcolo dei moderni smartphone per le ricerche in medicina, scienza ed ecologia.

Per fornire il proprio contributo è sufficiente installare l’app omonima dal Google Play Store che verrà eseguita in background, inviando dati ad un server remoto, quando il terminale è in standby e collegato ad una rete WiFi. In base ai calcoli di HTC, un milione di HTC One forniscono una potenza computazionale corrispondente ad un supercomputer da 1 PetaFLOP. Dato che gli utenti non usano sempre uno smartphone al massimo della loro capacità, la partecipazione ad una simile iniziativa non comporta nessun sacrificio particolare. La settimana scorsa, UNICEF ha chiesto invece un minuto di non utilizzo per un giorno di acqua potabile.

Il Dott. David Anderson, inventore della Shared Computing Initiative BOINC e co-creatore di SETI@home, fornirà il suo contributo allo sviluppo di Power To Give:

Con HTC Power To Give vogliamo consentire a chiunque di utilizzare la potenza di calcolo non usata dal loro smartphone per contribuire ai progetti che hanno il potenziale di cambiare il mondo. L’impatto che questo progetto avrà sul mondo sarà enorme.

L’app Power To Give sarà disponibile inizialmente per la famiglia HTC One, HTC Butterfly e HTC Butterfly S. Successivamente verrà aggiunta la compatibilità con altri dispositivi Android.

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