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La Commissione Europea contro gli acquisti In-App

La Commissione Europea indagherà sul fenomeno degli acquisti In-App giudicati poco trasparenti ed ingannevoli nei confronti dei consumatori

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La Commissione Europea ha deciso di investigare sul mercato delle App dei dispositivi mobili, preoccupata dalla poco trasparenza dei giochi e delle App in genere offerte con licenza Freemium, cioè all’apparenza gratuite ma che in realtà nascondono al loro interno la possibilità di acquistare pacchetti extra, spesso costosi e mal pubblicizzati. Un mercato importante quello delle App che oggi impiega oltre 1 milione di persone e si prevede che raggiunga il valore di 63 miliardi di euro circa nei prossimi 5 anni.

Oltre il 50% del mercato UE dei giochi online è costituito oggi da giochi pubblicizzati come “gratuiti” benché essi comportino spesso acquisti In-App, talora costosi. Spesso i consumatori non sanno nemmeno di aver speso del denaro perché le loro carte di credito vengono addebitate in modo predefinito. I bambini sono molto vulnerabili di fronte alla vendita di un gioco che si “scarica gratis” ma con cui non si “gioca gratis”. Ecco perché la Commissione Europea, a seguito di numerose denunce provenienti da tutta Europa, incontrerà le autorità nazionali responsabili dell’applicazione della legge e le grandi aziende tecnologiche per discutere questo problema. All’industria delle App sarà chiesto di trovare una soluzione in un arco di tempo definito e di attuare un’efficace tutela dei consumatori a favore degli utenti delle app.

Le 4 più importanti questioni sollevate dai consumatori e che saranno discusse nella riunione sono:

  • i giochi pubblicizzati come “gratuiti” non devono ingannare i consumatori sui costi reali in essi celati
  • i giochi non devono rivolgere ai bambini esortazioni dirette tese a far loro acquistare elementi aggiuntivi di un gioco né persuadere un adulto ad acquistarli per essi
  • i consumatori vanno adeguatamente informati sulle modalità di pagamento
  • gli acquisti non vanno addebitati con impostazioni predefinite senza un consenso esplicito dei consumatori
  • gli operatori devono indicare un indirizzo email che permetta ai consumatori di contattarli in caso di problemi o reclami

Viviane Reding, Commissaria UE per la giustizia, punta il dito sulla mancanza di trasparenza del mercato delle App:

L’industria europea delle app ha un enorme potenziale per generare crescita e occupazione e per migliorare la nostra vita quotidiana grazie a tecnologie innovative. Affinché il settore possa liberare le sue potenzialità, i consumatori devono aver fiducia nei nuovi prodotti. Ingannare i consumatori è certo una strategia commerciale completamente sbagliata e contraria, tra l’altro, allo spirito delle norme UE sulla tutela dei consumatori. La Commissione europea si attende dall’industria delle app risposte molto concrete alle preoccupazioni espresse dai cittadini e dalle organizzazioni nazionali dei consumatori.

Neven Mimica, Commissario per la politica dei consumatori, si dice invece maggiormente preoccupato sulla poca tutela dei consumatori più giovani che spesso vengono ingannati dalle App che all’apparenza sono gratuite ma che di fatto non lo sono:

I consumatori, e soprattutto i bambini, vanno meglio tutelati contro costi inattesi che si celano negli acquisti in-app. Le autorità nazionali e la Commissione europea stanno discutendo con l’industria il modo migliore per affrontare questo problema che non solo danneggia finanziariamente i consumatori ma che mette anche in gioco la credibilità di questo promettente mercato. Se si trovassero soluzioni concrete in tempi brevi, sarebbe un guadagno per tutti.

Indipendentemente dal risultato di queste consultazioni, la Commissione Europea continuerà a seguire da vicino la situazione avviando le azioni necessarie insieme alle autorità nazionali responsabili dell’esecuzione della normativa che tutela i consumatori.

Fonte: Commissione Europea • Immagine: Beiphone • Notizie su: , ,