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Maxi sequestro di siti pirata italiani

La Guardia di finanza ha messo i sigilli a 46 domini e portali torrent e streaming. La più vasta operazione mai fatta in Italia.

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Portali torrent, siti di streaming video, decine di denunce per reati informatici. Quella della GdF di Roma, appena iniziata, è la più vasta operazione antipirateria mai fatta in Italia. Nell’elenco si trovano domini piuttosto noti nell’ambiente, come piratestreaming.tv, filmsenzalimiti e tanti altri. L’ipotesi di reato è violazione della legge sulla proprietà intellettuale.

L’avvocato Fulvio Sarzana è stato il primo a segnalare questa operazione, pubblicando anche l’elenco completo dei siti sequestrati, tra i quali compaiono riferimenti quali Filmxtutti.org, Eurostreaming.org, Piratestreaming.tv, Filmsenzalimiti.net, Filmgratisonline.org, 21bit.org, Filminstreaming.eu, Onestreaming.org, Filmitalia.tv, Casa-Cinema.tv, CineBlog01 e molti altri ancora. Tutti finalizzati al lucro tramite l’utilizzo di inserzioni pubblicitarie particolarmente remunerative grazie al folto pubblico raccolto. 
Questi siti, ora, portano soltanto a un messaggio di sequestro, oppure a domini reindirizzati e gemelli (come noto, il filtro è un ostacolo facilmente aggirabile tramite l’utilizzo di OpenDNS o strumenti similari). Sembrerebbe che l’azione non sia stata sollecitata dalle associazioni a tutela del diritto d’autore, ma frutto di un’operazione della procura stessa.

Evitato l’effetto condominio

Come capita spesso in questi casi, il nucleo operativo della GdF che sta eseguendo le misure sta anche modificando in essere il provvedimento per evitare che queste chiusure finiscano per danneggiare altri servizi, altri contenuti e altri utenti. Che sarebbe come mettere i sigilli alle porte di un condominio invece che alle porte dei singoli appartamenti posti sotto sequestro, impedendo anche ai condomini estranei di accedere alla propria abitazione. Questo è il motivo per cui alcuni dei domini segnalati sono tornati a disposizione, in attesa di ulteriori approfondimenti oppure perché è stato dato loro il tempo di provvedere alla selezione del materiale e dei link imputati, di modo da eliminare quanto richiesto: pena l’oscuramento.

I trucchi: modificare i DNS

Molti portali e domini si sono già attivati, suggerendo ai loro utenti che dato l’oscuramento dei provider per richiesta della GdF di molti siti di file sharing è meglio modificare i propri DNS. Una tecnica semplice, possibile sia tramite browser sia tramite installazione di software.

E con l’Agcom?

Naturalmente, Sarzana ha commentato questi effetti collaterali nell’ottica, ormai prossima, del nuovo regolamento Agcom, che doterà l’authority di poteri inediti su questo campo. Per l’avvocato, che non ha mai nascosto la sua avversione per il modello di inibizione ideato dall’Agcom, ci sarà meno attenzione ad evitare questo genere di problemi:

Dal 1° aprile (e non è un pesce d’aprile) i cittadini Italiani si accorgeranno grazie all’Agcom di quali saranno gli effetti dell’inibizione dell’accesso ai siti internet, senza che l’autorità giudiziaria (o in questo caso l’autorità di polizia) possa coerentemente e diligentemente attivarsi come è accaduto oggi per evitare centinaia di rimozioni errate.

Fonte: Fulvio Sarzana • Immagine: shutterstock • Notizie su: