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Ok alla risoluzione europea sulla protezione dati

L'Europarlamento ha approvato il documento sui dati personali, che riguarda anche i paesi non EU. Messaggio agli USA: stop alla sorveglianza globale.

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http://www.webnews.it/speciale/ttip/Un giro di vite sulle norme e un chiaro invito ai paesi extraeuropei a non tradire gli accordi. Il voto positivo della risoluzione europea sulla protezione dati (621 voti contro 10 e 22 astensioni) invita il governo europeo a dare maggiori garanzie ai cittadini del vecchio continente e va anche oltre: stop immediato alla sorveglianza di massa o ci saranno conseguenze sugli accordi commerciali.

Sulla protezione dati non c’è stato solo l’impegno del commissario Viviane Reding, che ovviamente oggi si è detta molto soddisfatta. Anche il parlamento europeo e in particolare la commissione sulla Giustizia hanno molto lavorato alla Protezione Dati elaborando nell’ultimo anno una serie di raccomandazioni e iniziative di sensibilizzazione, oltre che aprendo un’inchiesta sul caso Datagate che ha portato anche a una interessante audizione di Edward Snowden.

Cosa dice la risoluzione

Le regole in vigore da vent’anni in Europa sulla protezione dei dati hanno bisogno di essere rivisitate, in particolare dopo lo scandalo sul piano di sorveglianza americano della NSA. Questo è l’assunto del lavoro di Jan Philipp Albrecht (Verdi, Germania) e Dimitrios Droutsas (SD, Grecia), che hanno coordinato l’iter che ha portato alla discussione e al voto sul pacchetto legislativo per garantire più sicurezza online.
Come dimostra una indagine svolta poche settimane fa, il 37% dei cittadini europei teme che vengano sottratti i loro dati. La risoluzione votata oggi prevede pene più severe per le web company (fino a 100 milioni di euro o il 5% del fatturato mondiale), limiti sulle tecniche di profiling e più autorità sulla protezione dei dati da parte di agenzie indipendenti. Inoltre, gli utenti avrano il diritto di cancellare i dati.


I deputati hanno anche modificato le norme sul coinvolgimento delle imprese (per esempio un motore di ricerca, un social network o un fornitore di cloud) che dovrebbero, secondo le nuove norme, chiedere un’autorizzazione preventiva all’autorità nazionale di protezione dei dati prima di poter divulgare i dati personali di un cittadino dell’Unione in un paese non membro.
Quest’ultimo elemento è un chiaro messaggio agli Stati Uniti. L’approvazione del Parlamento dell’accordo commerciale con gli USA sarebbe in dubbio se i programmi di sorveglianza di massa non verranno fermati. Strasburgo ha infatti votato e approvato (544 voti a 78, con 60 astensioni) anche il documento conclusivo dei sei mesi d’inchiesta da parte della commissione alle Libertà civili sul piano di sorveglianza di massa della NSA.


La somma di questo documento con il pacchetto di norme approvate sulla protezione dati, compone un progetto complessivo dell’Europa Unita che si vorrebbe approvare entro la fine dell’anno. Infatti, se anche cambiasse la prossima assemblea il testo ha un carattere di indirizzo definitivo, dunque per diventare legge deve essere adottato, prima o poi, dal Consiglio dei ministri con procedura ordinaria. Una volta adottata, gli Stati membri hanno due anni di tempo per implementare la direttiva a livello nazionale.

I complimenti di Viviane Reding

Il commissario Europeo Viviane Reding ha accolto con favore questo doppio voto, e in un comunicato da Bruxelles invita il governo europeo a dotarsi del provvedimento:

Il messaggio che il Parlamento Europeo sta inviando è inequivocabile: questa riforma è una necessità ed ora è irreversibile. I deputati hanno ascoltato i cittadini e le imprese europee e, con questo voto, hanno chiaramente detto che abbiamo bisogno di una forte e uniforme normativa europea sulla protezione dei dati, che renderà la vita più facile per le imprese e rafforzerà la tutela dei nostri cittadini. Norme forti di protezione dei dati devono essere lo stile dell’Europa. Dopo gli scandali sullo spionaggio dati degli Stati Uniti, la protezione dei dati è più che mai un vantaggio competitivo. Per questo voglio ringraziare l’onorevole Albrecht e l’onorevole Droutsas per il loro lavoro e impegno instancabile sulla riforma. Il voto di oggi è il segnale più forte che è tempo di consegnare questa riforma ai cittadini.

I punti fermi della proposta europea

  • Niente accesso dati ai governi stranieri senza autorizzazione, e conseguente immediata sospensione del Safe Harbour (norme volontarie di protezione dei dati per aziende extra UE sul trasferimento di dati personali di cittadini europei negli Stati Uniti).
  • Autorizzazione preventiva dell’autorità nazionale alla web company per divulgare a chiunque i dati personali di un cittadino.
  • Limite dei dati a disposizione delle aziende e diritto all’oblìo.
  • Subordinare l’accordo sul commercio e gli investimenti (TTIP) con gli Stati Uniti alla pace diplomatica Europa-USA sulla questione Datagate.

Fonte: Parlamento Europeo • Notizie su: ,
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