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WhatsApp: nessun rischio per la privacy

Il CEO di WhatsApp è sceso in campo per difendere l'accordo con Facebook e per tranquillizzare gli utenti che non ci sarà nessun rischio per la privacy

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La recente acquisizione di WhatsApp da parte di Facebook non era piaciuta molto agli utenti del servizio di messaggistica che temevano che adesso i loro dati personali potessero essere violati o quantomeno sovrautilizzati per fini diversi proprio dal “Grande Fratello” Facebook. Una situazione che aveva scatenato anche una momentanea emorragia di utenze verso altri servizi di messaggistica mobile, tra cui il noto Telegram, ma che è prevedibilmente rientrata pur lasciando sulla strada un voluminoso strascico di polemiche.

Per cercare di chiarire definitivamente la situazione, per tranquillizzare gli animi degli utenti, è intervenuto direttamente Jan Koum, CEO di WhatsApp, che ha voluto sottolineare come la partnership con Facebook non pregiudicherà in alcun modo gli obiettivi dell’azienda, la quale continuerà a lavorare in modo tale che tutti possano comunicare tra di loro sentendosi liberi di dire quello che vogliono senza alcuna paura. Jan Koum ha voluto infatti evidenziare con forza come il rispetto della privacy degli utenti sia il DNA di WhatsApp in quanto il servizio è stato creato attorno al principio di sapere il meno possibile sugli utenti.

Jan Koum afferma infatti che WhatsApp non richiede l’inserimento di dati come l’indirizzo email, la data di nascita, il luogo di residenza, cosa piace e non piace, il luogo di lavoro e non sono raccolti dati GPS riguardanti la posizione degli utenti. Nessun dato è stato raccolto in passato e WhatsApp non avrebbe nessun piano al riguardo per il futuro.

Il CEO di WhatsApp continua ancora il suo messaggio affermando anche che se l’accordo con Facebook avesse portato al cambiamento del loro modo di lavorare, allora l’accordo non sarebbe mai stato fatto. Jan Koum calca inoltre la mano sottolineando come tutte le voci circolate in queste settimane non solo siano prive di fondamento ma anzi siano irresponsabili e fatte circolare solo per spaventare le persone e portarle a pensare che di colpo si stiano raccogliendo i loro dati personali.

A riprova di come la privacy sia per WhatsApp un valore imprescindibile, Jan Koum tira in ballo la propria storia personale, di una persona nata e cresciuta nell’Unione Sovietica negli anni ottanta dove comunicare era un problema perché le telefonate erano tutte intercettate e dove quindi la privacy era solo un miraggio e le comunicazioni libere inesistenti.

Dunque, un presa di posizione dei vertici di WhatsApp sicuramente molto forte, ma che potrebbe comunque non essere sufficiente a placare gli animi degli utenti. Oltre al problema di Facebook, in questi ultimi giorni si sono aggiunti anche problemi legati alla sicurezza dell’applicazione che hanno allarmato non poco tutti gli utilizzatori del sistema di messaggistica mobile.