QR code per la pagina originale

Google brevetta le lenti a contatto smart

Google è al lavoro da anni sulla realizzazione di lenti intelligenti, capaci di rilevare con grande precisione il movimento degli occhi di chi le indossa.

,

Lo sviluppo di dispositivi smart da parte di Google non si fermerà di certo a Glass. A testimoniarlo un brevetto depositato dal gruppo a fine 2012 presso l’United States Patent and Trademark Office e scovato nel fine settimana dalla redazione di Patent Bolt, relativo alla realizzazione di lenti a contatto intelligenti. Va subito chiarita una cosa: non si tratta del progetto annunciato a gennaio e finalizzato a combattere il diabete, ma di un device del tutto differente.

L’idea alla base del funzionamento è quella di poter rilevare con grande precisione il movimento degli occhi, in particolare i cosiddetti “blink”, ovvero quando l’utente li chiude rapidamente facendo l’occhiolino. In questo modo le lenti potranno interagire con smartphone, tablet o altre apparecchiature. Saranno inclusi sensori di illuminazione, per rilevare la pressione, la temperatura, la conducibilità e il campo elettrico, mentre per quanto riguarda l’alimentazione la documentazione fa riferimento a diversi metodi, compreso quello che sfrutta l’energia solare. Racchiudere un piccolo pannello fotovoltaico all’interno di una lente a contatto oggigiorno sembra però impossibile e questo fa capire come un prodotto simile non sia destinato al mercato almeno per i prossimi anni.

Una soluzione di questo tipo potrebbe tornare utile per l’interazione con altri dispositivi, ad esempio per confermare una scelta chiudendo rapidamente l’occhio una volta o per rifiutarla facendolo due volte. Il brevetto non fa alcun riferimento alla realtà aumentata, dunque sembra improbabile che possano essere visualizzate informazioni direttamente all’interno del campo visivo.

Da Mountain View ovviamente tutto tace e l’azienda non è intervenuta per commentare la fuga di informazioni. Una cosa però è certa: Google sta investendo ormai da lungo tempo sui dispositivi indossabili, come dimostra anche la presentazione della piattaforma Android Wear avvenuta la scorsa settimana, con l’intenzione di spingersi però ben oltre l’ambito degli smartwatch o dei braccialetti per il monitoraggio dell’attività fisica.