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Steve Jobs avrebbe voluto un iPhone sempre acceso

Steve Jobs avrebbe voluto un iPhone sempre acceso e privo di stand-by, per facilitare l'utente: il consumo energetico ha fatto nascere lo slide-to-unlock.

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Il nuovo processo tra Apple e Samsung rischia di diventare una fonte inesauribile di indiscrezioni sulla mela morsicata. A seguire la precedente conferma sull’esistenza di una bacchetta magica per gestire da remoto Apple TV, dall’aula del tribunale emerge un’ulteriore idea targata Steve Jobs: quella di un iPhone sempre acceso. A svelarlo è Greg Christie, responsabile delle interfacce software in quel di Cupertino.

Apple ha impiegato ben tre anni nell’elaborare l’interfaccia utente del primo iPhone, perché convinta dovesse presentare al pubblico un prodotto che fosse comprensibile da tutti, facile da utilizzare anche senza alcuna competenza pregressa. Così ogni minimo dettaglio è stato studiato a fondo, tanto che nelle idee iniziali di Steve Jobs vi era la volontà di creare un melafonino che fosse sempre acceso, pronto a essere utilizzato non appena estratto dalla tasca.

Il compianto iCEO sognava infatti un melafonino privo di stand-by, così da renderne il ricorso ancora più immediato. Quando non in uso, lo schermo si sarebbe semplicemente spento, per poi poter essere riattivato con un solo tocco su qualsiasi area del display. Peccato, però, che un simile progetto non avrebbe mai permesso al device di godere di un’autonomia energetica sufficiente per le più comuni routine quotidiane, di conseguenza si è deciso di inserire dei cicli di stand-by interrotti dall’ormai celebre comando “slide to unlock”.

«Una delle più grandi sfide è stata quella di vendere prodotti a persone che non fanno quello che facciamo noi nella vita. Persone normali, persone che hanno cose di meglio da fare nella loro esistenza che imparare come funzioni un computer, per usare un prodotto come noi lo useremmo.»

Il comando di scorrimento, che l’azienda di Cupertino ritiene sia stato indebitamente sottratto da Samsung, non è però nato per caso. Apple si è trovata per molti mesi a conciliare la necessità di un blocco software, affinché lo sfioramento accidentale o la custodia in tasca non attivassero il device, con la semplicità per l’utente. E così, dopo numerosi test, è nato lo “slide to unlock“: non richiede particolari abilità per il possessore di iPhone ed è, al contempo, immediato da usare pur escludendo i tocchi accidentali. Cupertino ne rivendica perciò la paternità, all’interno di quella compensazione di 2 miliardi di dollari che ha già chiesto al competitor sudcoreano.

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