QR code per la pagina originale

Yahoo lancia la sfida a Netflix

Yahoo starebbe lavorando al lancio di una sua serie TV su internet. L'azienda di Marissa Mayer sarebbe dunque pronta ad entrare nel settore della Web TV

,

Marissa Mayer, CEO di Yahoo, sarebbe pronta a lanciare la sua sfida a Netflix ed a tutte le altre piattaforme di Web TV. Del resto, Yahoo da tempo si sta muovendo in maniera molto aggressiva nel settore dei contenuti web, strategia dimostrata anche dalle molte acquisizioni di startup internet. Yahoo avrebbe però in cantiere non uno, ma ben due ambiziosi progetti legati all’universo della televisione online. Stando a quanto riporta il Wall Street Journal, Yahoo starebbe investendo una cifra tra i 700 mila e il milione di dollari per la realizzazione di 10 episodi della durata di circa 30 minuti di una serie TV dai contenuti originali da trasmettere su internet.

Marissa Mayer sarebbe intenzionata a presentare il progetto televisivo di Yahoo nel corso del “NewFront“, un evento molto importante che si terrà a New York il prossimo 28 aprile dove sono soliti incontrarsi i maggiori network pubblicitari. Yahoo non ha ovviamente ne confermato e ne smentito la notizia, tuttavia l’entrata del colosso di internet nel mondo della TV online, è un chiaro segnale di come oggi l’attenzione si stia sposando dal tradizionale piccolo schermo ai contenuti offerti via internet. Un fenomeno, quello della TV sul Web, in forte espansione. Basti pensare non solo al grande successo della piattaforma Netflix, ma anche alla recente offerta di Amazon con la sua FireTv o pensando al mercato italiano, alle recenti proposte di Mediaset Infinity e di Sky Online.

Ma Yahoo e Marissa Mayer hanno ben altre ambizioni. Come era emerso nei giorni scorsi, Yahoo starebbe pensando anche di lanciare una sua piattaforma video da contrapporre a quella di YouTube di Google. Sicuramente non una strada facile, ma Marissa Mayer avrebbe le idee ben chiare su come affrontare la sfida. Innanzitutto “rubare” a YouTube alcune delle sue più rappresentative star per pubblicizzare la nuova piattaforma, ed in secondo luogo, offrire più soldi ai contributors di quanti ne offra Google su YouTube.