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Bitcoin va su Bloomberg

Gli abbonati al servizio professionale di Blomberg riceveranno dati aggiornati sugli scambi della crittomoneta provenienti da centomila fonti.

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Il celebre servizio di quotazione Bloomberg, ideato dall’ex sindaco di New York, accetterà i Bitcoin come valuta di cui riferire le fluttuazioni di valore. Una mossa clamorosa, che va nella direzione di considerare Il Bitcoin come una valuta, anche se alcuni non la considerano tale. Il ragionamento di Bloomberg è però elementare: il servizio va fornito su tutto quanto interessa agli investitori e agli operatori dei mercati finanziari.

«Certamente ci sono diverse opinioni sui Bitcoin». Inizia così lo statement col quale Tod Van Name, responsabile delle valute e delle materie prime (commodities, alle quali spesso sono paragonate le monete virtuali), annuncia che Bloomberg considererà il Bitcoin per i suoi 320 mila abbonati, i quali digitando VCCY sul servizio professional potranno monitorare in temporeale i grafici degli scambi Coinbase e Kraken e tenere traccia delle notizie sulla crittovaluta da più di 100 mila fonti, social media compresi.

Le ragioni di Bloomberg

La multinazionale americana va considerata alla stregua di una media company, anche se da sola coi suoi 8 miliardi di dollari di fatturato rappresenta un terzo dell’intero mercato globale dei dati finanziari. Per questo non deve stupire il suo interesse anche mediatico su Bitcoin. Le spiegazioni date nel comunicato sono tre:

  • Trasparenza: Bloomberg è stata fondata per fornire trasparenza ai mercati finanziari, quindi secondo questa mentalità inserire le valute digitali comporta un beneficio per il sistema.
  • Rispondere alla curiosità. Bloomberg si è accorta che i suoi clienti sono sempre più interessati a Bitcoin e altre valute digitali e sono alla ricerca di strumenti che permettono di migliorare il monitoraggio degli sviluppi in questi mercati. Questa è la vera notizia: questo P2P non è più un gioco.
  • Innovazione. Le criptocurrencies rappresentano un interessante incrocio della finanza e della tecnologia. Dato che Bloomberg si trova esattamente in questa intersezione, ha deciso di interpretare il suo ruolo abbandonando i timori.

Restano le critiche

Bloomberg però tiene a evidenziare come ci siano ancora ombre in questa crittovaluta che il monitoraggio non può certo illuminare. Per la società non cambia molto, dato che la piattaforma non è pensata per lo scambio e la commercializzazione dei Bitcoin, così che non sono contradditorie l’attenzione e le critiche a conclusione dell’annuncio:

Non stiamo approvando o garantendo Bitcoin. (…) Questi strumenti rappresentano ancora una frazione di uso moneta a corso forzoso. La reazione da parte dei governi di tutto il mondo alle monete digitali è stata piuttosto varia e il contesto normativo rimane poco chiaro. E mentre Bitcoin è finora sopravvissuto a un controllo dei media intenso, a scandali e oscillazioni di prezzo selvatiche, non v’è alcuna garanzia che possa perseverare.

Fonte: Bloomberg • Notizie su: ,