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Symantec: l’antivirus è morto

Gli antivirus riescono a bloccare solo il 45% degli attacchi. Symantec svilupperà soluzioni più efficienti per contrastare le nuove tecniche degli hacker.

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Symantec, l’azienda che sviluppa uno dei software di sicurezza più famosi al mondo da quasi 25 anni, ha dichiarato che l’antivirus è morto e che l’approccio scelto per proteggere i computer degli utenti dagli attacchi informatici è destinato al fallimento. Questa tipologia di prodotti dovrebbe impedire l’ingresso dei malware, rilevando in anticipo le possibili fonti di infezione, ma oggi gli hacker utilizzano tecniche molto sofisticate che permettono di superare le difese dell’antivirus installato sul PC.

Fino a qualche anno fa, Symantec non aveva rivali nel settore della sicurezza informatica. Oggi ci sono molti concorrenti che offrono soluzioni più efficienti che garantiscono una migliore protezione dei computer e delle reti. Invece di effettuare la scansione dei singoli file alla ricerca di malware, i prodotti e i servizi di Juniper Networks, FireEye e altre aziende sfruttano nuove tecniche per rilevare, minimizzare e contenere i danni nell’eventualità che gli hacker riescano a superare le difese dell’utente.

Brian Dye, Vice Presidente della divisione Information Security di Symantec, ha dichiarato al Wall Street Journal che gli antivirus tradizionali riescono a bloccare solo il 45% degli attacchi. Il 40% dei profitti dell’azienda deriva dalle soluzioni di sicurezza Norton indirizzate ai singoli utenti, mentre i servizi per l’utenza business generano minori guadagni. Symantec non abbandonerà il marchio Norton, ma svilupperà prodotti diversi dal semplice antivirus. Sarà però piuttosto difficile venderli all’utente singolo, quindi almeno inizialmente, i profitti potrebbero essere inferiori.

Attualmente, la soluzione ottimale che garantisce la protezione contro differenti tipi di malware è Norton Internet Security. La suite integra un firewall, un antispam, un antiphishing, un password manager, un tool che esamina la bacheca di Facebook alla ricerca di link a siti infetti e una tecnologia che studia il comportamento delle minacce online per fornire una protezione proattiva.

Fonte: The wall Street Journal • Notizie su: