QR code per la pagina originale

Tworeads: gli algoritmi delle bibliografie

Invece di suggerire titoli secondo i gusti del lettore, Tworeads, al Salone di Torino, propone di incrociare le fonti degli autori. Idea brillante.

,

Chiunque in vita sua abbia lavorato a una tesi lo sa: la parte più noiosa, ma anche più preziosa, è la bibliografia di riferimento. Libri che citano libri che citano altri libri, come molliche di pane per ritrovare la strada. Da qui l’intuizione di una startup, Tworeads, che cambia la prospettiva degli algoritmi fin qui adoperati per i libri: correlare i libri citati nei libri e suggerirli ai lettori.

L’idea di Tworeads, startup veneta-milanese ospite del Salone del Libro di Torino, è venuta ad Adriano Guarnieri (classe 1985) dopo aver letto un classico, Galassia Gutenberg di Marshall McLuhan. Da quel momento ha avuto l’ossessione di fondare un team in grado di compiere l’impresa, tutt’altro che semplice, di costruire una piattaforma che produca tramite le ricorrenze bibliografiche di un catalogo – e poi di tutti i cataloghi – un widget sui siti degli editori che suggerisca titoli. Basta guardare il team per capire subito che genere di competenze ha dovuto radunare: matematici, informatici, ingegneri. Tra i nomi, spicca quello di Andrea Zanni, cioè Wikisource, oggi presidente di Wikimedia Italia. È Guarnieri, founder di Tworeads, a parlare con Webnews dell’idea di questa startup che ha appena siglato un accordo per trattare l’intero catalogo di “Il Saggiatore”.

L’idea di Tworeads è talmente semplice che lascia stupefatti non esista questo widget già da anni nei siti degli editori…

In effetti il modo in cui ci siamo arrivati è banale, è ispirato dal lavoro sulle tesi e dalla lettura di McLuhan. È anche vero che parlare con gli editori non è facile, è necessario investire molto tempo per convincerli di questo progetto.

Come avete fatto?

Producendo prototipi, mappe di voci, cose meno complesse che mostrassero le potenzialità dell’idea.

Pensando alle potenzialità: lato utente e lato editore?

L’utente va sul sito di un editore, cerca un libro e scopre quali altri libri sono suggeriti non dall’editore, interessato, o da altri lettori, i cui gusti sono quello che sono, ma dall’autore del libro stesso. Quello che capita a tutti quando leggiamo un saggio e viene citato un altro libro che sembra interessante: entriamo in una mappa di relazioni bibliografiche. Con l’editore viene il bello. Immaginiamo che gli algoritmi producano una mappa dove si nota uno snodo, una concentrazione su un titolo che l’editore non ha in catalogo in quel momento: l’editore scopre che gli conviene ristamparlo, perché desume che se tanti autori citano un libro che ha lui, i lettori di quei libri probabilmente lo cercheranno. Una informazione che prima non avrebbe mai potuto avere.

Questa dinamica ovviamente funziona meglio se tanti cataloghi di editori diversi sono trattati: ma l’editore non potrebbe essere geloso, chiuso?

Il Saggiatore sta mostrando una mentalità eccezionalmente aperta: non solo ha consentito di lavorare sulle bibliografie del suo catalogo, ma non esclude il widget anche su titoli di altri editori (qui un esempio, dove il widget suggerisce 4 libri del Saggiatore e altri dieci libri di editori diversi). Mi rendo conto che può sembrare assurdo, ma non lo è se si comincia a parlare di editoria oggi.

Il riferimento ad Amazon e simili è ovvio…

In questa fase particolare dell’editoria, credo non sia il caso di farsi la guerra. Quindi noi speriamo di svilupparci e di lavorare su più cataloghi possibile perché riteniamo possa dare una spinta positiva al mercato, agli acquisti di libri. Tworeads non insiste sulla fast list, i fast seller, come fa un grande marketplace online, ma sulla coda lunga del catalogo, su titoli meno citati dai lettori ma importanti per gli autori, che sono i loro primi sponsor. Erano informazioni quasi nascoste in questi testi, che nessuno estraeva, ignorate.

Modello di business?

Offriamo il servizio agli editori: estrazione più widget. Ma le nostre competenze interessano anche nel processo editoriale, nell’assegnazione di strutture semantiche per l’archiviazione. Non molti lo sanno, ma gli editori stanno vivendo un momento drammatico a causa dell’obsolescenza tecnologica: hanno archiviato su supporti non più leggibili i loro dati. Noi li aiutiamo a lavorare meglio sulla filiera del prodotto libro partendo da un archivio in formato XML che consenta negli anni di ritrovare tutto quanto serve.

Fonte: Webnews • Notizie su: , ,