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Poche le TV in Rete, ma il mercato cresce

Ancora poche le TV e i set-top-box connessi alla Rete negli Stati Uniti, ma il mercato è in crescita: gli utenti vogliono lo streaming in salotto.

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Si parla spesso di televisori e set-top-box di ultima generazione e sempre connessi alla Rete, per trasformare l’intrattenimento sulla nuvola e rendere la casa sempre più smart. Eppure, mentre sul mercato abbondano le proposte, gli utenti raramente si dotano di questi device. È quanto riporta l’ultima inchiesta NPD sulla diffusione di TV e box connessi a Internet negli Stati Uniti.

Quello statunitense è un mercato particolare perché, a differenza dalle altre zone del mondo ad esclusione del Giappone, la popolazione è già abituata a sottoscrivere abbonamenti via cavo e a dotarsi di speciali box, sia per la fruizione dei canali che per le operazioni di PVR. Si è quindi dato sempre per scontato che l’adozione di TV smart e similari fosse un processo naturale e indolore per i consumatori a stelle e strisce, il mercato di traino per l’intero settore a livello internazionale. A quanto pare, così non sarebbe.

Da una survey condotta su un campione rappresentativo di 5.000 utenti, NPD ha rilevato come nelle abitazioni oltreoceano esistano 42 milioni di televisori o altri device collegati per fruire della Rete in salotto, su un totale di 115 milioni di nuclei di consumatori totali. Di questi, però, solo 36 milioni hanno effettivamente collegato almeno una volta il televisore alla Rete, anzi molti degli intervistati pare non fossero nemmeno pienamente al corrente di questa possibilità.

Eppure i risultati non sarebbero un insuccesso per la fruizione di contenuti online, anche perché si tratta pur sempre di 1/3 del bacino oltreoceano. Gran parte degli intervistati afferma di trovare allettante la possibilità di fruire di contenuti in streaming, siano essi gratuiti o a pagamento, sui televisori di casa, tanto che la maggior parte si dice pronta a sostituire le tecnologie online ai supporti ottici come DVD e Blu-Ray, ormai considerati decisamente vetusti. Vi sono però delle preoccupazioni che potrebbero rallentare questo passaggio: in particolare, è proprio la modalità di connessione alla Rete che desta i maggiori dubbi. Gli utenti vorrebbero device facili da connettere ai network WiFi domestici, possibilmente con un nugolo di app già pre-installate per rendere l’utilizzo immediato, un’interfaccia facile e un utilizzo quotidiano privo di stress. Delle richieste, a quanto pare, oggi non sempre soddisfatte da tutti i produttori di TV Smart, con GUI e menu spesso confusionari e poco user-friendly.

«I consumatori vogliono dei dispositivi che siano in grado di portare contenuti ad alta qualità sui loro televisori. L’aumento delle TV connesse e dei player per lo streaming è la prova che i consumatori stiano investendo in soluzioni che forniscano contenuti nel modo più facile possibile.»

In questo senso, il futuro potrebbe non essere ad appannaggio delle Smart TV, quando dei set-top-box, come la Apple TV o la Fire TV di Amazon: proponendo all’utilizzatore un ambiente già conosciuto come quello di iOS o Android, minimizzano le preoccupazioni e ne massimizzano l’adozione.

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