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Un Google doodle per il cubo di Rubik

Il doodle animato che campeggia oggi sulla homepage di Google è dedicato ad uno dei rompicapo più celebri di sempre: il cubo di Rubik compie quarant'anni.

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Anche oggi il tradizionale logo di Google è sostituito da un’animazione interattiva, che fino a mezzanotte accoglierà tutti coloro che si connettono all’homepage del motore di ricerca. Per capire a chi è dedicato il nuovo doodle basta uno sguardo: è un omaggio al cubo di Rubik, che proprio in queste ore compie quarant’anni. Uno dei rompicapo più celebri di sempre, nonché giocattolo più venduto nella storia con circa 300 milioni di unità, numero che tiene conto anche delle molte imitazioni.

Chiamato anche cubo magico (“Rubik-kocka” in lingua originale), è stato inventato nel 1974 dal professore di architettura e scultore ungherese Ernő Rubik, nato a Budapest nel 1944. Il nome che lo lega al suo ideatore è stato deciso nel 1980 dall’azienda Ideal Toys che ne ha curato la commercializzazione. È composto da nove quadrati su ognuna delle sei facce, per un totale di 54. Questi presentano sei colori diversi e l’obiettivo è quello di rimettere in ordine ogni faccia in modo che tutti i quadrati abbiano la stessa colorazione, dopo averli mescolati. Non è certo un’impresa semplice: le combinazioni possibili, per quanto riguarda la versione con 3x3x3 cubi, sono ben 43.252.003.274.489.856.000, di cui una soltanto è quella corretta. Per risolvere il cubo di Rubik servono dunque un po’ di pazienza e una strategia precisa, in quanto procedere per tentativi difficilmente porta al risultato voluto.

L’origine del gioco aveva scopi didattici, con il primo prototipo creato per essere studiato da un gruppo di matematici ungheresi. Nel 1982 ne furono venduti oltre 100 milioni di pezzi e nello stesso periodo presero il via le prime competizioni ufficiali: un successo che portò Ernő Rubik a diventare il cittadino più ricco del suo paese. Una curiosità: il record del mondo per la risoluzione è attribuito all’olandese Mats Valk (classe 1996), capace di riposizionare correttamente tutti i quadrati delle sei facce in soli 5,55 secondi.

Come si risolve?

Intuito o metodo: è questa la differenza tra chi si improvvisa sul cubo e chi arriva invece alla soluzione seguendo un percorso logico preciso. Anni di esperimenti hanno consentito la formulazione del cosiddetto “Metodo a strati“, una strategia specifica che consente di risolvere il dilemma con movimenti tutt’altro che casuali.

Per portare avanti il metodo, le cui istruzioni sono disponibili anche su Wikipedia, occorre analizzare le posizioni dei colori sulle varie facciate del cubo, così da eseguire movimenti basati su schemi predefiniti.

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