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Roger Federer in campo con Google Glass

Il tennista svizzero Roger Federer, dal 2004 al 2008 numero uno del ranking mondiale (attualmente al quarto posto), ha indossato gli occhiali Google Glass.

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Ormai non passa giorno senza che si parli di Google Glass. Ieri è arrivata da Dubai la notizia relativa all’impiego del dispositivo da parte degli agenti di polizia, che grazie alle funzionalità offerte dagli occhiali di Mountain View possono contare su un valido alleato nella lotta al crimine e ai comportamenti che violano il codice stradale. Oggi la versatilità del device è messa in luce dal suo impiego su un campo da tennis: a indossarlo è il campione svizzero Roger Federer.

Giusto in tempo per il French Open, due dei più grandi tennisti di tutti i tempi, Roger Federer e Stefan Edberg, hanno indossato Glass in campo e condiviso il loro gioco da una nuova prospettiva. Di certo i loro 23 titoli Grand Slam complessivi resteranno un record imbattuto per il campo da tennis di Google.

Numero uno del ranking mondiale ATP ininterrottamente dal 2004 al 2008 (oggi al quarto posto), Federer ha visitato il quartier generale del motore di ricerca, concedendosi qualche scambio con il collega svedese Stefan Edberg. Il risultato è quello visibile nel filmato in streaming di seguito, che evidenzia come Glass possa essere impiegato in qualsiasi ambito, anche durante le attività sportive. Questo, in futuro, potrebbe tornare utile per fornire agli spettatori una visuale “in soggettiva” dei match, rendendo ancora più coinvolgente e immersiva l’esperienza

Ieri si è tornati a parlare anche del presunto legame tra l’utilizzo di Google Glass e l’insorgere di mal di testa negli utenti. Questo volta ha preso la parola un optometrista ingaggiato da bigG proprio per lavorare sul progetto, affermando che il problema può verificarsi solo ed esclusivamente se si passa troppo tempo con gli occhi rivolti al piccolo display degli occhiali. In altri termini, anche quando nel mondo della tecnologia resta valido l’adagio secondo cui “il troppo stroppia”.