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Google Project Tango: arriva anche un tablet

Google starebbe sviluppando un peculiare tablet in grado di mappare gli ambienti in 3D, in arrivo forse a giugno come prototipo per il Project Tango.

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Google sta sviluppando un nuovo tablet da 7 pollici in grado di catturare precise immagini tridimensionali (3D) degli oggetti. Appartiene al peculiare progetto Tango e potrebbe esser annunciato in via ufficiale prima del Google I/O 2014, la conferenza annuale che la compagnia svolge per gli sviluppatori e in programma a fine giugno.

Lo si apprende dal Wall Street Journal, che afferma di aver ottenuto le anticipazioni sul peculiare prodotto da persone a conoscenza dei piani della società. Google avrebbe in programma di produrre circa quattromila prototipi del tablet già a partire dal prossimo mese, e pare che sarà un prodotto all’avanguardia soprattutto per quanto riguarda la mappatura tridimensionale.

Pare infatti che, oltre a integrare uno schermo da 7 pollici, il tablet Tango sarà dotato di due fotocamere posteriori e di sensori di profondità a raggi infrarossi che, insieme a un software avanzato, consentiranno di catturare precise immagini in 3D. Si ricorda che Project Tango è una peculiare e innovativa piattaforma per Android, destinata soprattutto alla creazione di una mappa dell’ambiente circostante; il prodotto di punta del progetto è uno smartphone (visto sotto forma di prototipo), dotato di sensori simili a quelli previsti per il tablet e in grado di mappare gli ambienti in tre dimensioni, una possibilità mai vista prima su dispositivi mobile. Tango potrebbe esser utilizzato ad esempio per aiutare i non vedenti, fornendo loro indicazioni passo-passo circa l’interno di un edificio.

Dato che a giugno il tablet Tango dovrebbe entrare in fase di produzione – anche se come prototipo – non si esclude che la compagnia statunitense possa presentarlo ai developer in occasione del Google I/O, in programma a fine giugno: Google infatti preferisce solitamente che gli sviluppatori sperimentino i dispositivi futuristici, nella speranza che possano aiutarla a creare app d’interesse per il pubblico, una strategia completamente differente da quella di Apple, che preferisce sviluppare dispositivi in gran segreto prima di annunciarli in via ufficiale.