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Vodafone: “Alcuni Governi spiano gli utenti”

Vodafone ha svelato che alcuni dei Paesi in cui opera dispongono di un accesso diretto alla rete con cui spiano illegalmente gli utenti

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Il Datagate si arricchisce di un nuovo inquietante capitolo. Ad esattamente un anno di distanza dalle scottanti rivelazioni di Edward Snowden, un ex-dipendente CIA che svelò i programmi USA per il monitoraggio di tutte le comunicazioni trasmesse tramite rete telefonica e Internet, Vodafone ha svelato, attraverso il rilascio di un corposo comunicato di 40 mila parole sulla gestione della privacy, che le agenzie governative di alcuni Paesi in cui opera hanno l’accesso diretto alla sua rete, cioè hanno la facoltà di ascoltare le telefonate senza bisogno di alcuna autorizzazione, bypassando tutti i controlli che l’operatore porrebbe in atto per proteggere le informazioni dei propri clienti.

Vodafone non specifica quali siano questi Paesi, anche se sottolinea che sarebbero comunque solo un “piccolo numero” dei 29 in cui opera. Comunque, la volontà di non divulgare i nomi dei colpevoli è dettata anche dal fatto che in Paesi come Albania, Egitto, Ungheria, India, Malta, Qatar, Romania, Sud Africa e Turchia è illegale fornire qualsiasi genere di informazioni riguardanti le intercettazioni e la capacità di farlo. Inoltre, in 6 dei Paesi in cui opera, le leggi obbligano Vodafone a fornire l’accesso alla rete ai Governi locali. Dunque, per tutelare i sui dipendenti da eventuali rappresaglie, l’operatore ha preferito non diffondere i nomi dei Paesi coinvolti.

Con queste clamorose rivelazioni, Vodafone intende rompere quel muro di silenzio che c’è dietro il fenomeno delle intercettazioni illegali per spingere i Governi locali a cambiare le normative in materia per fermare questo inquietante fenomeno e per rendere le intercettazioni possibili solo dietro espressa autorizzazione dei giudici.

Le Intercettazioni

Vodafone ha sottolineato come le agenzie governative interessate erano collegate direttamente non solo alla propria rete ma anche a quella di altri operatori e questo permetteva loro non solo di ascoltare ma anche di registrare le conversazioni degli utenti arrivando in alcuni casi ad individuare la loro posizione.

Inoltre, l’accesso diretto alla rete degli operatori, consentiva alle agenzie governative di lasciare all’oscuro gli operatori delle operazioni svolte. In breve, un operatore non poteva mai sapere chi è stato spiato e perché. Esisterebbero varie modalità di accesso diretto alla rete. A volte, le agenzie governative installavano solo delle semplici apparecchiature direttamente all’interno delle centrali telefoniche o sugli switch delle linee. Apparecchiature di intercettazione gestite direttamente dai tecnici degli operatori che pur avendo firmato un preciso codice di condotta con il loro datore di lavoro, in realtà operavano anche per conto del Governo.

Rivelazioni che hanno fatto tremare i polsi agli attivisti che lottano per la protezione della privacy che hanno sottolineato come lo scenario descritto da Vodafone sia un vero e proprio “incubo” ma che comunque va solo a confermare i loro peggiori sospetti.

Le intercettazioni in Italia

Sebbene Vodafone per motivi di sicurezza non abbia fatto i nomi dei Paesi coinvolti, comunque ha fornito un elenco dei Paesi in cui sono effettuate intercettazioni legali all’interno della sua rete. Per legali si intende autorizzate dai giudici. Tra i Paesi con la più alta richiesta di intercettazioni spicca l’Italia. Un fenomeno che si spiega da solo con la costante lotta del Paese contro l’attività mafiosa che necessita anche di continui controlli telefonici.

Intercettazioni vodafone

Il primato della nazione più spiata tocca però a Malta. 3773 richieste su una popolazione totale di appena 420 mila abitanti.

Fonte: The Guardian • Immagine: Live Sicilia • Notizie su: , ,