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Google e diritto all’oblio: un avviso nelle SERP?

Google potrebbe avvisare della cancellazione dei link nelle SERP, in seguito alle richieste dei cittadini sulla base della sentenza sul diritto all'oblio.

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Le modalità con le quali chiedere a Google la cancellazioni di specifici link dalle SERP, sulla base della sentenza europea in merito al diritto all’oblio, sono ormai chiare: è necessario compilare un modulo online messo a disposizione dal motore di ricerca e poi attendere che la richiesta sia passata al vaglio da un team interno a bigG. Non è invece ancora dato a sapere se gli elementi indicizzati spariranno dai risultati senza lasciare traccia, oppure se in qualche modo i navigatori verranno messi a conoscenza dell’eliminazione.

Secondo quanto riportato oggi sulle pagine del Guardian, è possibile che il gruppo di Mountain View vada ad inserire un avviso in chiusura di pagina. Una modalità già adottata da tempo per tutte le query che riguardano materiale protetto da diritto d’autore. Si provi ad esempio a cercare “beatles mp3”: la pagina dei risultati mostrerà una serie di link, con il seguente testo visualizzato in chiusura.

In risposta a una lamentela ricevuta ai sensi della legge americana Digital Millennium Copyright Act (Legge sul copyright digitale), abbiamo eliminato 1 risultato(i) da questa pagina. Se lo desideri, puoi leggere la lamentela DMCA (Legge sul copyright digitale) che ha provocato l’eliminazione all’indirizzo ChillingEffects.org.

In sintesi, bigG avrebbe intenzione di applicare le direttive imposte dalla Corte di Giustizia Europea, tutelando però al tempo stesso il diritto dei navigatori di sapere che le SERP visualizzate non sono complete, proprio a causa della cancellazione di alcuni link su richiesta dei diretti interessati.

Va precisato che si tratta di voci da non considerare confermate, frutto di indiscrezioni trapelate da fonti ritenute comunque affidabili. L’unica certezza, al momento, è che in una sola settimana i cittadini del vecchio continente hanno inoltrato circa 41.000 domande di eliminazione al motore di ricerca. La palla passa ora nelle mani di Google, che procederà ad analizzarle, per poi respingerle oppure accoglierle o, nel caso in cui dovesse dimostrarsi necessario, esigere ulteriore documentazione.

I primi effetti concreti del diritto all’oblio sulle pagine dei risultati dovrebbero vedersi già entro le prossime settimane. Allora sarà possibile formulare una valutazione più precisa in merito a come il gruppo di Mountain View ha scelto di gestire una questione tanto complessa e delicata, tutelando per quanto possibile gli interessi di tutte le parti in gioco.