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Autonomia di 7 giorni per le batterie Microsoft

Microsoft ritiene che gli smartphone dovrebbero integrare due batterie per ottimizzare i consumi. Anche il software può essere d'aiuto.

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Gli smartphone diventano sempre più potenti e tecnologicamente avanzati, grazie all’integrazione di processori quad core, display quad HD e fotocamera da 13 Megapixel e oltre, ma uno dei componenti è rimasto praticamente lo stesso da decenni: la batteria. Microsoft ha avviato un progetto di ricerca per incrementare l’autonomia fino ad una settimana, utilizzando diverse soluzioni hardware e software. In futuro, gli utenti non dovranno più caricare il proprio dispositivo ogni giorno.

Ranveer Chandra, ricercatore di Microsoft, ha spiegato che la chimica della batteria non consente di ottenere grandi miglioramenti. Basti pensare che, in 15 anni, la densità di energia che si può immagazzinare è solo raddoppiata. Invece di utilizzare nuove tecnologie e materiali che richiedono anni di ricerche e test, l’approccio dell’azienda di Microsoft prevede un uso più efficiente e intelligente delle attuali batterie agli ioni di litio. Una possibilità è integrare nello smartphone due batterie di dimensioni inferiori. Una dovrebbe essere ottimizzata per fornire una maggiore potenza, ad esempio durante il gioco. La seconda invece dovrebbe essere progettata per rilasciare correnti più piccole, quando vengono eseguite operazioni più “leggere” o quando il terminale è in standby. I prototipi realizzati da Microsoft migliorano la durata delle batterie fino al 50%.

La batterie attuali sono progettate per un carico medio, quindi sprecano molta energia (dispersa perlopiù sotto forma di calore), quando devono alimentare uno smartphone durante le operazioni più pesanti. I ricercatori Microsoft hanno già sviluppato un software per il WiFi di Windows 8 che sfrutta tecnologie di risparmio energetico e un tool (Power Monitoring) per Windows Phone 8 che misura i consumi delle app. Un’altra soluzione, denominata E-Loupe, identifica le app che incidono maggiormente sull’autonomia e ne rallenta l’attività, se l’utente non le sta utilizzando.

Chandra ritiene che la ricerca in questo campo potrebbe essere utile nella realizzazione dei dispositivi indossabili e nella gestione efficiente delle batterie nelle auto elettriche.

Fonte: Neowin • Notizie su: ,