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Made with Code: Google, tra donne e codice

Google investe 50 milioni di dollari in una iniziativa per coinvolgere maggiormente il mondo femminile nei processi di sviluppo della tecnologia.

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Google ha un obiettivo: portare più donne nel mondo della tecnologia. Il gruppo lo ha spiegato con estrema chiarezza: c’è una componente femminile troppo bassa nel mondo della tecnologia perché, sebbene molte donne la usino con costanza e capacità, poche donne fanno il passo dall’altra parte della barricata per costruire tecnologia.

Made with Code” nasce con questa finalità: spingere le donne ad un atteggiamento maggiormente proattivo nei confronti della codifica, mettendo nelle mani delle stesse quanto necessario per favorire questo passaggio. Gli ostacoli sono molti, ma principalmente culturali: una sorta di differenza di genere ereditata dal passato, ma che necessita ora di un cambiamento repentino per fare in modo che l’universo femminile possa aprirsi nuove opportunità e nuovi strumenti di espressione.

“Il sesso debole” o “l’altra metà del cielo” sono sempre state accezioni derivate, definizioni della donna come semplice alter-ego dell’uomo. Se la donna vuol conquistare un posto privilegiato nel mondo della tecnologia, però, deve abbracciare la scienza con maggior intraprendenza, utilizzando il computing per “fare”, oltre che per assecondare i propri interessi. Lo sforzo di Google è concreto: 50 milioni di dollari da investire nell’iniziativa, cercando collaborazione con varie organizzazioni e dando vita a eventi dedicati per coinvolgere le donne nel mondo dello sviluppo.

Abbiamo avviato Made with Code perchP, anche se un sempre maggior numero di aspetti della nostra vita siano animati dalla tecnologia, le donne non sono rappresentate nelle aziende, nei laboratori, nella ricerca, nelle arti creative, nel design, nelle organizzazioni e nelle sale riunione ove la tecnologia è realizzata.

Un apposito sito web è stato predisposto (con tanto di color rosa per lo sfondo) al fine di organizzare in un solo riferimento tutte le risorse relative al progetto, portando poi su vari canali social (G+, YouTube, Tumblr, Twitter, Instagram) i rilanci verso community nelle quali la componente femminile può incuriosirsi e lasciarsi coinvolgere.

Fonte: Google • Notizie su: