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App verso il livello di saturazione

Il numero di app utilizzate da ogni utente non aumenta più: aumentano gli utenti, aumenta il tempo passato sulle app, ma non la varietà delle stesse.

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Il mercato delle app può si crescere ancor molto, ma c’è un limite di applicazioni che ogni utente può utilizzare e oltre il quale non è semplice andare. A raccontare il perimetro di questa realtà è una ricerca Nielsen sull’utenza USA secondo cui, sebbene sia cresciuto molto il tempo passato sugli smartphone, al tempo stesso è aumentato soltanto di poco il numero delle app utilizzate mensilmente dall’utenza.

23,3 app per utente nel 2011; 26,5 app per utente nel 2012; 26,8 app per utente nel 2013. La crescita è pertanto in fase di rallentamento, come se si fosse raggiunto uno stallo dovuto ad una sorta di saturazione. Sebbene sia in aumento il tempo dedicato all’uso delle app (18 minuti nel 2011, 23 minuti nel 2012, 30 minuti nel 2013), in realtà l’investimento sembra concentrato su un numero ormai costante di unità. Ciò implica due fattori distinti molto importanti per capire il mercato: in primis v’è una maggior concentrazione delle risorse sulle app più note (Gmail, Google Maps, Whatsapp, Facebook, eccetera); per contro, v’è una fetta della torta più piccola rimasta a disposizione degli sviluppatori di minor prestigio.

Aumentano gli utenti, aumenta il tempo pro-capite passato sulle app, aumenta l’offerta sui marketplace, ma non aumenta la varietà delle applicazioni utilizzate. La soglia raggiunta è una soglia personale legata all’individuo, insomma: i desideri sono soddisfatti nella maggior parte dei casi attorno alle 30 app, oltre le quali limiti psicologici, di interfaccia o di possibilità non consentono di aumentare la varietà disponibile. La crescita di un ecosistema organico basato anche su device con molteplici sensori potrebbe innalzare la soglia, offrendo nuove opportunità agli utenti: le recenti evoluzioni del comparto potrebbero essere lette anche sotto questo punto di vista.

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Le app più utilizzate sono quelle legate a portali e social network, che a fine 2013 occupavano circa un terzo del tempo passato su app di vario tipo. Seguono la categoria “intrattenimento” (ove i giochi garantiscono peraltro un maggior ricambio in termini di app utilizzate) e la categoria “comunicazione”.

I più giovani si rivelano la fascia più famelica, tanto in termini numerici (la media di app utilizzate è pari a 29), quanto in termini di tempo passato sullo smartphone (oltre 30 ore al mese). TechCrunch chiosa con una riflessione che si impone a chiunque voglia pensare al mondo dello sviluppo o delle startup:

Il problema che si pone oggi non è più come essere installati, ma come diventare una di quella mezza dozzina di app che gli utenti usano.

Il mercato va insomma riconsiderato secondo nuovi orizzonti, molto più polarizzati e con una distribuzione delle installazioni estremamente disomogenea. Nel mercato unico delle app, ove milioni di proposte vengono sottoposte agli occhi degli utenti, i “big” si contano sulle dita di una mano. E sono perlopiù i soliti noti.

Fonte: TechCrunch • Notizie su: