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Compilation story: musica, supporti e device

Dalle cassette di ieri alle playlist di oggi, la cronistoria di un modo intimo e personale di vivere la nostra musica, tra nostalgia e tecnologia.

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Le innovazioni tecnologiche cambiano il nostro modo di fare qualcosa. A volte poi, quel modo lo inventano. Semplicemente, creano un uso che prima non c’era: con le “compilation” fatte in casa è stato così. Prima che si diffondessero i primi stereo in grado di crearle facilmente, quello delle mixtape (cassette miste) era un fenomeno quasi unicamente clandestino. Abbiamo dovuto aspettare che certe tecnologie diventassero per tutti per assistere alla nascita di un vero e proprio fenomeno di massa. Quello che è successo dopo è storia: ripercorriamola insieme.

Anni ’80: mixtape e penne bic

I sistemi di registrazione introdotti dalla Philips negli anni ’70 erano stati migliorati e commercialmente erano alla portata di tutti. Partiamo da qui, dal momento in cui, col dito poggiato sul tasto “rec” del nostro mangianastri, attendevamo che la radio passasse la hit del momento per cominciare a dare vita alla nostra compilation; oppure dal momento in cui la nostra scrivania era invasa da tutte le musicassette dalle quali volevamo copiare i nostri pezzi preferiti. Siamo negli anni ’80 e questo succedeva ogni volta che decidevamo di creare una compilation. Altri strumenti necessari: una cassetta da 45, 60 o 90 minuti, un impianto stereo Hi-Fi e la giusta dose di sogni e pazienza. E poi una bic: utile per scrivere i titoli delle canzoni ed eventuali dediche sulle cover, ma soprattutto insostituibile nell’arrotolare il nastro, ogni volta che serviva.

Anni ’90: dai minuti ai MB

Gli anni passano, la tecnologia avanza, l’amore per la musica rimane sempre invariato. Le musicassette registrabili sono sostituite dai CD (per la precisione dai CD-R). Siamo negli anni ’90 e l’avvento di questi nuovi supporti si accompagna all’ingresso a macchia d’olio dei computer nelle nostre case. Il set per creare le nostre colonne sonore portatili ora prevede giganteschi computer fissi e CD dai quali importare le nostre tracce preferite per riscriverle nell’ordine desiderato su CD-R. I 90 minuti di musica vengono sostituiti dai 700 MB e sì, anche le bic lasciano il posto ai pennarelli indelebili capaci di scrivere sulla superficie liscia dei Compact Disc.

Anni 2000: mp3 e peer to peer

Alla fine del vecchio millennio, nel 1998, la compagnia sud-coreana Saehan Information Sistem presenta al CeBIT l’MPMan F10: costava 250 dollari, era dotato di una memoria flash di 32 MB ed era il primo lettore MP3 mai messo in commercio.

Che fossero lettori basati sul disco rigido, su memorie flash o dei cd riscrivibili e contenenti MP3 il concetto di “musica portatile” cambia radicalmente, di nuovo. La musica si può scegliere, cambiare, caricare e cancellare dal nostro lettore con una facilità estrema. La capacità degli iPod aumenta con il passare degli anni dai 5 GB del 2001 ai 160 del 2008 e questo fenomeno spalanca le porte al file sharing.

Portali come Napster, Pandora e Gnutella, grazie al concetto non proprio legale di peer-to-peer, concretizzano l’esigenza degli utenti di “possedere” quanta più musica possibile. La frontiera di una scelta musicale infinita, e ubiqua, è sempre più vicina.

Oggi: playlist, musica infinita e comando vocale

Spotify, portale di streaming musicale, grazie alla sua app ci offre possibilità di fruizione di un numero virtualmente infinito di brani, in ogni contesto: in vacanza, a lavoro, durante l’allenamento e persino mentre guidiamo.

Questo è il motivo che ha spinto un brand automobilistico come Ford, da sempre attento alle evoluzioni tecnologiche “di massa”, a lanciare sul mercato la nuova EcoSport dotata di un innovativo sistema a comando vocale chiamato SYNC con AppLink. Il traguardo che l’estensione AppLink aggiunge al già brevettato SYNC di Ford consiste in un’innovazione che fa gola a tutti gli appassionati di tecnologia (e non solo): quelle gestibili tramite SYNC non sono più solo le proprietarie ma un gran numero di app scaricabili da PlayStore o App Store.

L’esperienza di musica in auto diventa totale: nessuna distrazione, basta sedersi alla macchina e creare nuove playlist, aggiungere brani a quelle già esistenti o ascoltare quelle precaricate suddivise per umore, situazione, hit del momento e genere musicale. Nessun pennarello o penna bic, nessun tempo d’attesa, zero limitazioni: è tutto gestibile on the go, utilizzando la voce.

Per celebrare questa nuova tecnologia e stimolare la nostra creatività in fatto di “compilation”, Ford ha da poco lanciato il concorso Playlist Contest #GetReadyToPlay: creando la propria playlist ideale sul sito PlaylistContest.it si possono vincere 10 abbonamenti a Spotify Premium. E la prossima frontiera in fatto di musica? Noi la aspettiamo. Ma nel frattempo, ovunque vi troviate, selezionate pure la vostra playlist preferita. E buon ascolto.

In collaborazione con Ford Italia

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