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No alle inserzioni porno su AdWords

I banner pubblicitari con immagini o contenuti pornografici non sono più ammessi nel circuito AdWords: è la linea dettata da Google agli inserzionisti.

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Giro di vite nei confronti della pornografia sul network pubblicitario AdWords. Stando a quanto riportato sulle pagine di CNBC, il gruppo di Mountain View è in procinto di modificare la policy che riguarda la tipologia di inserzioni accettate dal servizio, escludendo di fatto tutte quelle che promuovono siti o prodotti attraverso l’impiego di immagini ritenute troppo esplicite.

Stando a quanto dichiarato da un portavoce di Google, il regolamento prevede da ormai molto tempo alcune precise restrizioni per quanto riguarda la categoria XXX e, per questo motivo, un numero non indifferente di inserzionisti avrebbe già scelto piattaforme alternative per pubblicizzare i propri portali. In altre parole, secondo bigG cambierà poco o nulla. La situazione sembra però essere un’altra secondo la testimonianza fornita da Theo Sapoutzis, chairman e CEO di AVN Media Network.

Sono stato colto di sorpresa. Sono stato uno dei primi inserzionisti su AdWords nel 2002. Tutto è rimasto invariato per dodici anni e non ci saremmo aspettati un cambiamento simile.

A quanto pare, il motore di ricerca ha inviato un’email a tutti coloro che potrebbero essere interessati dalla variazione della policy, chiedendo di adeguarsi eliminando dai banner immagini troppo esplicite per continuare a mantenere online la campagna pubblicitaria. Ecco il testo integrale in forma tradotta.

A partire dalle prossime settimane non accetteremo più inserzioni contenenti raffrigurazioni grafiche di atti sessuali inclusa la pornografia, immagini di pratiche come la masturbazione, genitali, sesso anale e orale. Dopo il cambiamento, Google non approverà le inserzioni e i siti identificati come in violazione della policy modificata. Il nostro sistema ha identificato il vostro account come potenzialmente affetto dalla variazione. Vi chiediamo pertanto di apportare le modifiche necessarie alle inserzioni e ai siti per far sì che le campagne pubblicitarie possano continuare a restare attive.

La notizia risulta particolarmente interessante poiché potrebbe rappresentare il primo segnale di un cambiamento dalla portata più ampia. Per il momento i contenuti per adulti continueranno a comparire come sempre all’interno delle SERP di Google, a patto di aver disattivato il filtro SafeSearch. C’è però chi ipotizza che in futuro i link ai siti hard possano sparire dalle pagine dei risultati o comunque essere penalizzati. A questo proposito, va specificato che per il momento non ci sono dichiarazioni ufficiali da parte del motore di ricerca. Una statistica: nel mese di maggio le query per i termini “sex”, “porn”, “free porn” e “porno” hanno superato i 350 milioni.