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Italian Black Out: oscurato DDLStorage

La Guardia di Finanza ha oscurato il sito ddlstorage.com, il maggior cyberlocker italiano: l'operazione Italian Black Out ha individuato i responsabili.

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Il sito DDLStorage è stato oscurato a seguito di una operazione del Nucleo di Polizia Tributaria della Guardia di Finanza di Cagliari, in stretta collaborazione con il Nucleo Speciale Frodi Tecnologiche di Roma. L’operazione, denominata “Italian Black Out”, ha così tagliato radicalmente l’afflusso di utenza ai server del gruppo, che consentiva il download di materiale pirata per la fruizione privata gratuita. Cinque gestori del sito sono stati individuati e denunciati assieme ad altri 20 responsabili.

Sebbene il tutto fosse descritto come una sorta di “scambio” di materiale, in realtà i numeri dicono il contrario: soltanto una piccolissima parte degli utenti caricavano file sulla repository, mentre la gran parte ne faceva uso tramite download. I pochi “uploader” potevano così spartirsi ingenti somme di denaro. Secondo quanto annunciato da AGIS, ANICA, FAPAV e UNIVIDEO, subito unite nel plauso all’operazione delle Fiamme Gialle, DDLStorage rappresentava il più importante cyberlocker italiano:

I cyberlocker sono servizi di archiviazione su server remoto che consentono agli utenti di caricare file, che possono poi essere condivisi in modalità streaming o download, gratuitamente o tramite acquisto di account “premium” che garantiscono migliori prestazioni e che costituiscono una tra le principali fonti di guadagno per i gestori di questi servizi. Oggi i cyberlocker sono sempre più frequentemente utilizzati per la condivisione non autorizzata di contenuti audiovisivi. La loro connessione con i siti pirata rivela come la filiera di distribuzione del contenuto illecito sia particolarmente strutturata e gestita da soggetti altamente preparati e con una suddivisione dei ruoli così precisa da evidenziare nuovamente come dietro la pirateria si celi un vero e proprio business criminale.

Occorre ricordare come l’oscuramento non avvenga tramite il fermo dei server (poiché situati su territorio estero), ma tramite il filtro sui DNS. Ciò implica uno oscuramento progressivo dettato dall’adozione dei filtri da parte dei principali provider nazionali, ma al tempo stesso anche l’inutilità del provvedimento sui pc di coloro i quali utilizzano DNS differenti (quali OpenDNS o Google DNS). Per questi ultimi il sito è ancora regolarmente raggiungibile. L’utilità del provvedimento è tuttavia di ordine differente: togliere al sito la maggior parte del traffico italiano significa anzitutto tagliarne la principale fonte di monetizzazione, rendendo così meno appetibile e lucrosa l’attività pirata.

Alcuni numeri relativi a DDLStorage, utili a descrivere l’ampiezza del fenomeno:

  • giro d’affari annuo: 1,3 milioni di euro;
  • uploader: 3% sul totale della community;
  • guadagni: lo 0,2% degli uploader riceveva guadagni fino a 40000 mila euro (cifra proporzionale a qualità e quantità del materiale caricato);
  • file disponibili: 11.404.777 file caricati sui server per oltre 460 milioni di download complessivi.

Il materiale caricato era di varia natura: film, serie tv, musica, videogiochi e altro ancora. Luca Vespignani, Segretario Generale FPM, spiega: «Ci troviamo di fronte ad un’importante operazione per la lotta all’antipirateria italiana: per la prima volta in Italia si attesta in modo inequivocabile il legame diretto fra cyberlocker e siti pirata. Indagare e comprendere l’organizzazione di queste strutture è determinante per poter ostacolare la pirateria e i fenomeni criminali che accoglie».

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