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ENI attiva un supercomputer da 3 PetaFLOPS

Il nuovo sistema HPC presente nel Green Data Center di ENI verrà utilizzato per elaborare i dati sismici e per simulare i giacimenti di idrocarburi.

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ENI ha annunciato di aver messo in funzione un nuovo supercomputer all’interno del Green Data Center di Ferrera Erbognone (Pavia). Il sistema di High Performance Computing è basato su un’architettura a cluster ibridi, dove le tradizionali unità di calcolo (CPU) sono affiancate da acceleratori grafici (GPU) in grado di velocizzare le elaborazioni altamente parallele. HPC2 è composto da 1.500 nodi IBM iDataPlex DX360 M4 e 3.000 NVIDIA Tesla, collegati da un interconnessione Infiniband. Il supercomputer possiede una potenza di calcolo pari a 3 PetaFLOPS, ma sopratutto è uno dei sistemi più “green” del mondo.

I 1.500 nodi di calcolo IBM sono stati ottenuti combinando 3.000 processori Intel Xeon E5-2680 a 2,8 GHz, affiancati da 3.000 GPU Tesla K20X per un totale di oltre 8 milioni di CUDA core. Il nuovo sistema HPC a basso consumo energetico consente ad ENI di aumentare la propria capacità di calcolo per supportare le attività di esplorazione e studio dei giacimenti. Questa configurazione hardware rappresenta la soluzione più energeticamente efficiente per soddisfare la potenza di calcolo richiesta dagli algoritmi di elaborazione dei dati e dalle applicazioni di simulazione. Il primo supercomputer, installato nel 2013, è composto invece 1500 nodi IBM iDataPlex e 1300 GPU NVIDIA Tesla.

Il sistema HPC di ENI occupa l’undicesima posizione nella classifica Top500 che elenca i 500 computer più potenti del mondo, il primo in Europa destinato alla produzione industriale Oil&Gas e uno dei più grandi in tutto il settore petrolifero. La natura ibrida dell’architettura di calcolo garantisce una straordinaria performance in termini di efficienza energetica. Con 2,8 GFLOPS/W, HPC2 si posiziona al nono posto della classifica Green500 dei calcolatori più efficienti. Questo importante risultato è stato ottenuto anche grazie all’innovativo sistema di raffreddamento presente nel Green Data Center di Ferrera Erbognone. Le diverse soluzioni per il risparmio energetico permettono di abbattere l’emissione di CO2 di 335 mila tonnellate annue e a ridurre notevolmente i costi operativi.

Il nuovo HPC verrà utilizzato per eseguire l’elaborazione parallela dei dati sismici con una velocità cinque volte maggiore rispetto a quella dei supercomputer tradizionali, oltre alle immagini 3D del sottosuolo in alta risoluzione e ai dati che permettono di valutare i rischi legati alle attività di esplorazione. ENI sfrutterà la potenza di calcolo anche per la simulazione dinamica dei giacimenti di idrocarburi, ottenendo modelli più dettagliati e riducendo il tempo di simulazione.

Fonte: ENI • Notizie su: ,