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Gli smart device sprecano troppa energia

I dispositivi connessi ad Internet sono energeticamente inefficienti. Il consumo di elettricità in standby è quasi uguale a quello in piena operatività.

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In quasi tutte le abitazioni è presente almeno un dispositivo connesso ad Internet. Si tratta principalmente di prodotti informatici e di intrattenimento, come router, set-top box, stampanti, console e smart TV. Tra qualche anno, però, le case saranno invase da milioni di elettrodomestici smart che faranno parte delle cosiddetta Internet of Things. Prima di allora, i produttori dovranno risolvere un importante problema: la scarsa efficienza energetica. La International Energy Agency (IEA) ha rilevato che questi device non sono molto “intelligenti”, in quanto consumano quasi 616 Terawatt/ora di elettricità all’anno, pari a circa 80 miliardi di dollari.

Questo enorme spreco di energia è dovuto sopratutto all’inefficienza delle tecnologie di standby (400 TWh). La IEA ha scoperto che la responsabilità degli eccessivi consumi è da attribuire ai protocolli che permettono ad un dispositivo di mantenere la connessione di rete, quando si trova nello stato idle, in attesa di ricevere un comando. In base allo studio dell’agenzia, questi device consumano in standby praticamente la stessa energia consumata nello stato di piena operatività. Il problema crescerà esponenzialmente entro il 2020, quando si diffonderanno gli elettrodomestici smart, come forni, lavatrici, frigoriferi, condizionatori e termostati. LA IEA stima 120 miliardi di dollari in energia elettrica sprecata.

Oggi sono in vendita diversi dispositivi che consentono di ridurre i consumi, ad esempio luci che si spengono automaticamente quando non rilevano la presenza di una persona in casa. I produttori pubblicizzano le loro funzioni “eco-friendly”, ma non l’energia necessaria per rimanere connessi ad Internet, durante lo stato idle.

Fortunatamente esiste una soluzione. La IEA suggerisce ai produttori di utilizzare componenti più efficienti e sviluppare software che attivino modalità operative a bassissimo consumo. In questo modo si potrebbe tagliare il 65% di elettricità, risparmiando nei prossimi anni fino a 600 TWh, corrispondenti alla chiusura di 200 centrali a carbone da 500 Megawatt.

Fonte: Digital Trends • Immagine: Smart house, via Shutterstock • Notizie su: