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Future Truck 2025: il camion guiderà da solo

La mobilità del futuro passa per camion che guidano da soli: dotati di sensori per il monitoraggio della strada, promettono risparmio e sostenibilità.

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Non solo l’auto, per la quale gli esperimenti sono in auge ormai da anni in tutto il mondo (Italia compresa): anche i camion, con il loro carico di peso e difficoltà supplementari, saranno in grado di guidare in autonomia. Daimler non solo se ne è detta convinta, ma ha anche messo in strada il primo esemplare con una promessa solenne: non rimarrà soltanto un prototipo ed entro il 2025 sarà disponibile sul mercato.

Future Truck 2025

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Il prototipo è stato battezzato Mercedes-Benz Future Truck 2025 e il gruppo lo ha voluto testare sulla A14 nei pressi di Magdeburgo (Germania). Per la Daimler Trucks si tratta di un passo fondamentale per dimostrare quella che sarà la mobilità del futuro: peso e ingombro non possono essere un limite invalicabile quando la forza dei sensori e le capacità di calcolo dell’attrezzatura di bordo potranno gestire il viaggio con sommi vantaggi per tutti. A goderne saranno anzitutto i guidatori: il ruolo, le competenze, e forse anche l’immaginario collettivo del camionista cambieranno in funzione delle nuove responsabilità in capo a chi dovrà semplicemente monitorare il corretto andamento di tutti i parametri di viaggio. Ma i vantaggi sono anche altri: velocità costanti e calibrate daranno migliori performance a livello di consumi e la stessa mobilità su gomma risulterà più fluida e regolata.

Secondo Wolfgang Bernhard, a capo del team Daimler Trucks, spiega che il Future Truck 2025 potrà apportare maggior efficienza, miglior sicurezza e una spiccata propensione alla sostenibilità del sistema dei trasporti: la tecnologia contribuirà insomma na migliorare economia e società, incidendo a fondo nel mondo dei consumi.

Inutile approfondire il tema oggi: il gruppo non fa ancora previsioni di vendita e si limita a mettere le mani avanti mentre anche gran parte della concorrenza (Volvo, Scania e altri ancora) sta indagando sul futuro del comparto. Il Future Truck 2025 per ora si limita a integrare (adeguatamente potenziate) le medesime tecnologie già adottate sulle auto: sensori per il controllo della distanza dai veicoli antecedenti (con copertura fino a 250 metri), sensori per il controllo delle linee stradali, sensori per il monitoraggio di percorsi e ostacoli, eccetera. Il costo per singolo veicolo potrebbe essere maggiorato di circa 10 mila dollari, il che rappresenterebbe un addendum non certo insormontabile alla luce del peso percentuale sul costo complessivo ed in virtù dei vantaggi ricavabili.

Il prototipo attuale ha tutto quanto necessario per la guida manuale, così che il guidatore possa avviare il veicolo, spostarlo nel traffico urbano e portarlo su autostrada. A questo punto il sistema interviene in automatico al raggiungimento degli 80 Km/h per suggerire la gestione elettronica del percorso. Il pilota umano può in qualsiasi momento subentrare al pilota automatico, ad esempio per effettuare sorpassi, oppure per effettuare manovre di uscita dal percorso e parcheggi.

La promessa di Daimler è tra le righe anche un appello alle istituzioni: quando il Future Truck 2025 sarà un modello pronto alla commercializzazione, il gruppo spera che si sarà operato adeguatamente per avere un quadro legislativo tale da poter omologare tali veicoli e tali sistemi di navigazione automatica.

Occorre però altresì sottolineare come l’evoluzione di tali veicoli sia destinato ad abbracciare più ambiti: gli esperimenti per l’utilizzo dell’alimentazione elettrica anche su veicoli di grosso taglio sono in auge da tempo, attingendo nella ricerca le speranze per arrivare a sistemi più sostenibili degli attuali carburanti. A tal fine il recupero dell’energia in frenata, nonché la dotazione di batterie supplementari su rimorchi e bisarche, potrebbero diventare in futuro l’addendum decisivo per un balzo che cambierebbe definitivamente il modo di stare su strada. Molti tasselli debbono però ancora andare al loro posto e l’obiettivo del 2025 per una vera rivoluzione potrebbe pertanto essere per molti versi ottimistico. Mai porre limiti alle capacità dell’innovazione e della ricerca, però.

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