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Google Glass, l’obiettivo è renderli meno vistosi

Parla il creatore dei Google Glass: l'azienda vorrebbe renderli più comodi e meno imbarazzanti da indossare, ma probabilmente non sostituiranno i telefoni.

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Babak Parviz, direttore del laboratorio segreto Google X e l’ideatore del progetto Google Glass, è intervenuto durante la Wereable Technologies Conference di San Francisco per parlare dei difetti e delle potenzialità del dispositivo, e per anticipare che l’azienda vorrebbe renderlo più piccolo e più comodo – o meglio meno imbarazzante – da indossare.

I Google Glass sono degli occhiali considerati da numerosi esperti potenzialmente innovativi, ma la tecnologia integrata è troppo vistosa e fa apparire chi li indossa un vero e proprio nerd. La compagnia statunitense vorrebbe migliorare il design del dispositivo, e anzi è questo uno dei suoi obiettivi principali, come anticipato da Parviz: «essenzialmente vorremmo far scomparire la tecnologia. Dovrebbe essere non invasiva» e più confortevole da indossare, proprio come degli occhiali tradizionali o un orologio da polso.

Google vorrebbe posizionare i Glass come la prossima grande innovazione che sostituirà gli smartphone, fornendo in parte un accesso facile e veloce alle informazioni (mediante il servizio di riconoscimento vocale e Google Now), ma chi ha ideato il dispositivo non crede che possano rappresentare il cambiamento desiderato. «Google Glass è una risposta a questa domanda, ma non è necessariamente la risposta definitiva». Attualmente il device è in vendita negli USA e nel Regno Unito sotto forma di prototipo – Explorer Edition – ma la compagnia si sta ritrovando ad affrontare numerosi ostacoli che ne stanno forse limitando la diffusione tra il pubblico.

Gli occhiali sono infatti al centro di diverse polemiche poiché alcuni credono che potrebbero rappresentare un pericolo per la privacy degli utenti, tanto che alcun bar statunitensi e britannici li hanno vietati a causa delle preoccupazioni espresse dai clienti. Anche nelle sale cinematografiche i Glass stanno per essere definitivamente banditi poiché potrebbero facilitare la pirateria.

Parviz ripone comunque ancora una certa fiducia sull’headset: «la mia ipotesi è che, tra 15 anni circa, camminando per strada si vedranno persone in giro con qualcosa sulla testa». Il prodotto sembra comunque avere ancora della strada da fare, soprattutto nel form factor: secondo chi l’ha ideato, gli sforzi futuri di Google saranno soprattutto concentrati sul renderlo più comodo da indossare e sul permettergli di operare risparmiando energia, così da offrire una maggiore autonomia d’uso.