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La smart home di Microsoft è targata 1999

Nel 1999 Microsoft ha predetto con estrema lungimiranza l'avvento delle smart home e dei dispositivi sempre connessi, ma non ne ha guidato la rivoluzione.

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La tecnologia è sempre più orientata all’universo delle smart home, le case sempre connesse e intelligenti, controllate da smartphone, tablet e assistenti robotici. Nonostante la loro implementazione sia decisamente recente, l’idea affonda le radici in un passato tanto lontano quanto la diffusione del computer in tutte le case. È quanto dimostra un filmato Microsoft targato 1999, dove gran parte delle innovazioni oggi comuni – da Siri a Google Maps, passando per i sistemi di illuminazione centralizzata – sono stati previste con estrema lungimiranza. Peccato, però, che a imporsi sul mercato siano stati i competitor.

Il filmato in questione circola da qualche tempo sui social network, dove stupisce i navigatori per la lucidissima consapevolezza di quel che sarebbe stato il futuro. Protagonista del girato Microsoft una famiglia, che gode di tutte le innovazioni di quell’Internet delle cose che si sarebbe affermata soltanto quindici anni più tardi.

Il centro delle funzioni domestiche – quello che oggi chiameremmo Smart Hub – è un computer, dotato di capacità di un sintetizzatore vocale non tanto dissimile dalla voce di Siri di Apple. Grazie a questo dispositivo, la proprietaria della casa può monitorare gli spostamenti del marito su una mappa geolocalizzata – in pieno stile Google Maps – per avvisarlo di fare la spesa con tanto di busta digitale. Una lista che non viene compilata a mano, ma nasce da lettori di codici a barre e cestini intelligenti, in grado di capire quando un prodotto è finito e di ordinarne nuovi esemplari.

Non è però tutto: oltre a guidare la moglie passo passo nella ricetta di punta per la cena, l’hub centralizzato provvede a tutte le necessità della famiglia. Un pannello touchscreen a parete consente di gestire le luci nonché la chiusura delle serrande, impostando un’atmosfera gradevole in ogni momento della giornata, da un pranzo intimo a un pomeriggio di relax davanti al televisore. Dei piccoli schermi, molto simili agli attuali tablet, aiutano invece i più piccoli nel gioco e nello studio: la bambina protagonista, ad esempio, impara a suonare il pianoforte proprio grazie a questo strumento. Non solo, poiché il device è capace di fornire anche quelle che oggi sono considerate universalmente notifiche push, avvisando la piccola dell’inizio del suo cartone animato preferito.

Una tecnologia futuristica per quei tempi, un obiettivo pienamente realizzato 15 anni dopo. Rimane da capire, tuttavia, poiché tanta lungimiranza non abbia portato la società di Redmond a essere pioniera di questa rivoluzione, oggi dominata da altre aziende, Google e Apple in primis.