QR code per la pagina originale

In UK la pirateria si combatte a colpi di banner

La polizia londinese ha deciso di combattere la diffusione di contenuti pirata sostituendo i banner pubblicitari mostrati dai siti con avvisi propri.

,

La diffusione online non autorizzata di contenuti protetti da copyright si può combattere seguendo diverse strade: tramite la chiusura dei siti pirata, ad esempio, oppure infliggendo pene esemplari a chi li gestisce. Questo approccio è stato adottato più volte in passato, portando però quasi sempre alla stessa conseguenza: la chiusura di un portale è seguita in breve tempo dalla nascita di un’altra piattaforma del tutto simile, impedendo così di fatto la risoluzione del problema alla radice.

La strategia messa in campo dalla PIPCU (Police Intellectual Property Crime Unit), divisione della polizia londinese impegnata proprio nella tutela del diritto d’autore, è differente e ricalca in qualche modo quanto annunciato il mese scorso nel nostro paese, in occasione dell’accordo siglato da IAB Italia, FPM e FAPAV. L’idea è quella di non oscurare immediatamente gli indirizzi, ma di tagliarne le fonti di finanziamento, sostituendone i banner pubblicitari con messaggi che avvisano gli utenti di come i contenuti in questione siano in palese violazione delle normative vigenti in tema di copyright.

L’operazione, denominata Operation Creative, è stata messa in campo sul territorio britannico in collaborazione con l’azienda Project Sunblock, specializzata proprio nell’aiutare i produttori di contenuti ad evitare la pubblicazione di film, musica e software sui circuiti illegali. I siti coinvolti sono quelli segnalati alle forze dell’ordine da chi detiene i diritti d’autore sulle opere messe a disposizione in modo non autorizzato. Questi vengono poi analizzati singolarmente dal personale di PIPCU, che in caso di esito positivo contatta dapprima i gestori intimando quali elementi o link rimuovere per non risultare fuorilegge.

In caso di risposta negativa alla richiesta l’organo di polizia può procedere rendendo inaccessibile il dominio oppure rimpiazzando i banner con gli avvisi all’utenza. Secondo Andy Fyfe, direttore dell’unità, questo aiuterà i navigatori meno attenti a stare lontano dai siti pirata. L’efficacia di un approccio di questo tipo è comunque tutta da verificare.