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Myriad 2, VPU per la visione computazionale

Movidius è l'azienda che ha fornito a Google il processore integrato nei dispositivi Project Tango: ora presenta Myriad 2, una VPU venti volte più potente.

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Ai più il nome della startup californiana Movidius non suggerirà nulla, ma si tratta del team che ha realizzato il processore Myriad VPU su cui si basa il funzionamento dello smartphone e del tablet Project Tango di Google. In questi giorni il gruppo ha presentato il successore, Myriad 2 VPU, il cui compito principale è quello di mettere un’enorme potenza di calcolo, solitamente riservata alle GPU top di gamma di computer desktop o laptop, a disposizione dell’ambito mobile.

Il progetto messo in campo da bigG si basa sul primo Myriad affiancato dalla GPU NVIDIA K1. Movidius, stando alle dichiarazioni rilasciate, con la seconda generazione del chip ha ottenuto prestazioni venti volte superiori rispetto al predecessore. Un significativo passo in avanti che si tradurrà in un duplice beneficio: innanzitutto le dimensioni dei dispositivi potranno essere ridotte e le prestazioni relative al rendering di ambienti 3D in tempo reale saranno sensibilmente aumentate. La VPU (Vision Processing Unit) può eseguire oltre due trilioni di operazioni 16-bit al secondo, consumando solo 500 mW. L’unità è inoltre programmabile, in modo da poter lavorare in modo del tutto indipendente oppure come co-processore.

L’ambiente di sviluppo fornito da Movidius supporta sia il linguaggio C++ che OpenCL, spalancando così la strada all’impiego di Myriad 2 per le applicazioni più svariate. Secondo il CEO Remi El-Ouazzane la visione computazionale rappresenta il nuovo step evolutivo della fotografia. La potenza di calcolo messa a disposizione da hardware di questo tipo consente feature come una messa a fuoco più rapida, una migliore resa del rendering HDR e l’elaborazione di immagini maggiormente dettagliate. Un pensiero condiviso con realtà come Lytro o Pelican, ma percorrendo strade differenti: Movidius non si occupa infatti di commercializzare dispositivi per l’acquisizione, bensì di fornire ai partner OEM le componenti necessarie per integrare la tecnologia all’interno dei prodotti destinati al mercato, aumentando così il numero di CPU realizzate e diminuendo il costo di ogni singola unità.

Fonte: Movidius • Via: ExtremeTech • Notizie su: