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23 milioni di utenti Twitter sono non umani

Twitter, in un documento rivolto alla SEC americana, ha ammesso che 23 milioni dei suoi utenti non sarebbero umani ma bot legati a siti internet o spam

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Twitter ha affermato che la sua base di utenti sta crescendo velocemente, 271 milioni di utenti attivi mensili, il 24% in più rispetto al 2013, tuttavia una buona fetta di utenti non sarebbe necessariamente collegata ad un essere umano. Trattasi di account legati a sistemi automatizzati (bot) utilizzati per i più disparati fini, anche quelli di generare spam. Il social network ha dovuto ammettere l’esistenza dei utenti non umani all’interno di un documento rivolto alla SEC (Securities and Echange Commission).

Twitter ha anche dovuto specificare con precisione la quantità degli utenti non umani. Secondo il social network sarebbero circa l’8,5% dei 271 milioni di utenti attivi. Questo significa che gli utenti “bot” sarebbero all’incirca 23 milioni, un numero davvero molto alto. Twitter ha anche sottolineato che non tutti questi utenti sono collegati ad azioni illegittime come lo spam. Molti account non umani sono infatti utilizzati da molti portali per fornire notizie, aggiornamenti o anche supporto ai propri utenti. In ogni caso, questi 23 milioni di utenti non umani rappresentano una potenziale perdita economica per il social network.

Spam o attività legittime anche se automatizzate, per chi compra pubblicità all’interno del social network il risultato è comunque sempre il medesimo, cioè la perdita di visibilità reale vista l’assenza di un’utenza umana che possa leggere le pubblicità. Questo problema potrebbe dunque rischiare di allontanare nuovi potenziali inserzionisti.

All’interno del report, Twitter ha anche fatto un accenno su come gli utenti accedono al social network. Twitter sottolinea che il 14% degli utenti accedono al social network utilizzando strumenti diversi dal client ufficiale web o mobile. Nello specifico, il 3%, pari a 8 milioni di utenze, accede tramite applicazioni come TweetDeck o Twitter for Mac. Invece, l’11% utilizza applicazioni che non sono di proprietà di Twitter ma che sfruttano comunque le API del social network.

Fonte: Engadget • Via: SEC • Notizie su: