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Uber: Francoforte intima l’alt

Brusco stop a Francoforte per Uber: la combinazione di federalismo e vuoto legislativo fa della Germania un puzzle complicato per la piattaforma.

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UberIl tribunale amministrativo di Francoforte ha stabilito che Uber non ha le carte in regola per svolgere la sua attività. Senza un permesso ufficiale per il trasporto pubblico è da considerarsi illegale, nonostante lavori già da tempo in quel paese e in alcune città, compresa la capitale Berlino, abbia vinto i ricorsi contro provvedimenti simili. Ora che succederà?

Il rapporto tra il suolo teutonico e le auto con conducente gestite da autisti che fanno affidamento alla piattaforma inventata da Travis Kalanick sembra davvero non conoscere pace. L’ultima notizia è riportata da Der Spiegel, che ha spiegato il peso della sentenza della corte distrettuale di Francoforte sul Meno, che ha emanato un ordine restrittivo per Uber, la quale avrà comunque tempo per un follow-up, ma ora rischia una multa di 250 mila euro o addiritura l’arresto dei suoi autisti se colti in flagrante.

I titoli dei giornali, come la BBC o il Sole24Ore in Italia, sono però imprecisi: Uber non è stata bloccata in tutta la Germania, ma una sentenza di Francoforte blocca, nuovamente, la situazione, stavolta per un argomento (il trasport act) per il quale il ricorso sarà più complicato, ma la Germania resta un paese federale, quindi l’attività non è stata completamente sospesa anche nelle altre regioni dove Uber ha vinto i ricorsi e sembrava aver fatto importanti passi in avanti. In Germania Uber è presente attualmente a Berlino, Monaco, Francoforte, Amburgo e Dusseldorf e altre sette città sono in programma. Un puzzle complicato, con sentenze e ricorsi dai tempi differenti.

La risposta di Uber

L’ingiunzione per concorrenza sleale di Francoforte è datata giovedì scorso, ma finora senza la memoria difensiva della società. Uber potrà quindi opporsi e chiedere l’annullamento della decisione, fino a quel momento però attiva e di carattere temporaneo. La vicenda insomma non finisce certo qui. Le reazioni di Uber sono prevedibili: difesa strenua delle ragioni dell’azienda. Un comunicato ufficiale, dalla sede di Londra e indirizzata a tutti i paesi europei, precisa l’intenzione di ricorrere contro questa sentenza, conferma tutti i servizi, compresi quelli più recenti, e ricorda il ricorso vinto ad Amburgo:

La Germania è uno dei mercati europei dove Uber sta crescendo più rapidamente. Continueremo a operarvi e ricorreremo contro la recente causa intentata da Taxi Deutschland a Francoforte. Crediamo che l’innovazione e la concorrenza portino vantaggi a tutti, utenti e driver. Non si può mettere un freno al progresso. Uber continuerà a operare in Germania offrendo anche il servizio di ridesharing UberPop.
La scorsa settimana il Tribunale Amministrativo di Amburgo ha cancellato il divieto contro Uber precedentemente stabilito dal Ministero degli Affari Economici della città. Il Tribunale ha considerato il divieto illegittimo dal punto di vista procedurale, in quanto l’autorità proibitoria non possiede la necessaria giurisdizione, nonché illegale perché non conforme al Passenger Transport Act.

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