QR code per la pagina originale

Facebook, riconoscimento facciale per amici negli USA

Facebook, il riconoscimento facciale che esclude le utenze europee è comunque possibile nei confronti degli amici che stazionano su territorio americano.

,

Facebook ha confermato che gli utenti europei del social network possono utilizzare il riconoscimento facciale per taggare automaticamente le foto dei loro amici americani. Facebook dunque reimposta, anche se solo parzialmente, la tecnologia del riconoscimento facciale per i tag delle foto per i suoi utenti del vecchio continente, una tecnologia introdotta già nel 2010 ma sospesa per gli utenti europei nel settembre 2012 a causa di aspre polemiche sul tema della privacy.

Secondo infatti una decisione dell’Unione Europea, i social network devono ottenere il consenso informato dagli utenti prima di suggerire il tag nelle foto pubblicate sul sito. La tecnologia del riconoscimento facciale di Facebook permette infatti di riconoscere gli utenti del social network presenti in una foto suggerendo automaticamente i tag da inserire. Senza il consenso quindi non dovrebbe essere possibile individuare gli utenti nelle foto pubblicate. Ecco perché ora Facebook offre la possibilità agli utenti europei di utilizzare il riconoscimento facciale solo per riconoscere e taggare gli amici localizzati in america, solo se questi hanno dato il consenso ad abilitare questa funzionalità all’interno del loro profilo.

In altri termini, caricando una foto contenente un’immagine di un amico con base in America, il suo viso sarà identificato e il social network suggerirà l’inserimento del tag corrispondente di quella specifica utenza. Invece, caricando una foto contenente il volto di un utente localizzato in Europa, il suo volto non sarà riconosciuto e nessun tag sarà automaticamente suggerito.

La rimodulazione, anche se parziale, del riconoscimento facciale per gli utenti europei è un’importante svolta per il social network che al momento della sospensione del servizio nel vecchio continente aveva promesso che avrebbe lavorato per rivedere questa funzionalità per adattarla alle regole del diritto europeo sulla protezione dei dati.

Fonte: TechCrunch • Notizie su: ,