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Grooveshark perde il supporto a Chromecast

Il servizio di streaming musicale Grooveshark non offre più il supporto a Chromecast: la decisione è stata presa da Google, su indicazione della RIAA.

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Questo il post condiviso nemmeno un mese fa da Grooveshark tramite il proprio account Twitter ufficiale, per annunciare l’introduzione del supporto a Chromecast. In altre parole, il servizio di streaming musicale ha ottenuto a metà agosto l’autorizzazione per includere nell’app la riproduzione dei brani sul televisore, mediante il dongle HDMI commercializzato dal gruppo di Mountain View.

Oggi arriva la notizia della sospensione per il supporto al dispositivo. A prendere la decisione è stata Google, su precisa indicazione della RIAA (Recording Industry Association of America) secondo quanto riportato dalla redazione del sito The Next Web. Il gruppo avrebbe inoltrato una denuncia formale nei confronti della piattaforma, relativa a non meglio specificate violazioni del diritto d’autore.

Dopo l’approvazione abbiamo ricevuto da Google una notifica relativa alla sospensione della nostra app per problemi riguardanti i termini di servizio. È stata una sorpresa, in quanto crediamo di aver fatto più di quanto richiesto per ottenere la compatibilità.

Il team di Grooveshark ha dichiarato l’intenzione di collaborare a stretto contatto con quello di Google al lavoro su Chromecast, per dimostrare la piena legittimità del proprio servizio e riottenere così nel minor tempo possibile l’autorizzazione per consentire lo streaming del catalogo sulla TV. Un portavoce dell’azienda sottolinea come anche YouTube sia coinvolta in una causa legale simile, ma finora senza alcuna conseguenza relativa alla compatibilità con il dispositivo.

Forniremo ogni prova necessaria riguardante le nostre licenze e metteremo in luce il nostro costante interesse affinché tutti operino rispettando tutte le normative vigenti, anche YouYube e altri servizi simili disponibili su Chromecast, che hanno già ricevuto notifiche in merito al DMCA.

La piattaforma è stata fondata nel 2006 da tre studenti dell’Università della Florida. Oggi è disponibile in decine di paesi di tutto il mondo (Italia compresa) e vanta oltre 30 milioni di utenti iscritti. Così come i servizi concorrenti, oltre allo streaming gratuito offre la possibilità di sottoscrivere account premium a pagamento, mettendo a disposizione funzionalità aggiuntive.

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