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Un sensore “economico” per le self-driving car

Velodyne presenta una soluzione che potrebbe ridurre sensibilmente il prezzo della tecnologia integrata nelle self-driving car, come quella di Google.

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Il cuore pulsante delle self-driving car, ovvero delle automobili in grado di guidare da sole, è rappresentato dal sistema di sensori equipaggiati, che effettuano una mappatura in tempo reale di tutto ciò che circonda la vettura. È la tecnologia alla base del progetto portato avanti da Google, ma anche del prototipo DEEVA messo a punto dal team tutto italiano VisLab.

Prendendo come esempio la quattro ruote di Mountain View, sulla parte superiore della carrozzeria è montata una sorta di torretta chiamata Lidar, che integra un sistema radar basato su laser il cui costo è di circa 80.000 dollari. Una spesa che di certo non rappresenta un ostacolo insormontabile per il motore di ricerca o per gli altri automaker, ma che di fatto renderebbe impossibile la commercializzazione di veicoli simili a prezzi accessibili. La soluzione arriva da un’azienda chiamata Velodyne, che propone un’alternativa con le stesse funzionalità a “soli” 7.999 dollari. Queste le parole di Wolfgang Juchmann, direttore del reparto marketing e vendite.

Se pensate a cosa significa mettere un sensore da 80.000 in un’auto da 30.000 dollari, non ha senso. La nostra soluzione potrebbe risolvere il problema.

I sensori di Velodyne per le self-driving car

I sensori di Velodyne per le self-driving car

Il nuovo sensore, soprannominato Lidar Puck per via delle sue dimensioni simili a quelle di un disco da hockey, è equipaggiato con 16 laser capaci di costruire un’immagine dell’ambiente, anche se a risoluzione inferiore rispetto alle alternative più costose già presenti sul mercato. La società continua comunque ad offrire anche le versioni da 32 e 64 sensori, in vendita rispettivamente a 35.000 e 80.000 dollari circa, quest’ultimo impiegato proprio da Google per il suo progetto.

Tra i vantaggi offerti dal nuovo sensore anche quello di poter essere integrato in uno degli specchietti retrovisori, oppure direttamente all’interno del telaio, senza dover richiedere per forza di cose l’impiego di un supporto sul tetto. Da questo punto di vista, quello dell’integrazione, il già citato progetto VisLab DEEVA risulta certamente il più avanzato: basta dare un’occhiata alla galleria fotografica allegata di seguito per capire come i progettisti siano stati in grado di nascondere tutta la tecnologia necessaria all’interno del telaio, rendendo il veicolo di fatto del tutto simile ad una qualsiasi quattro ruote.

Fonte: Automotive News • Notizie su: ,