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Canon: “venite a vedere”

Canon tende la mano a chi scatta fotografie con smartphone: chi è culturalmente pronto, può evolvere in senso qualitativo abbracciando la vera fotografia

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Una nuova Canon sta per nascere. Sboccia attraverso un nuovo tipo di comunicazione, ma soprattutto a seguito di una nuova maturata consapevolezza: nel mutato contesto che circonda l’azienda, occorre semplicemente trovare modi nuovi per far emergere l’eccellenza che il gruppo ha coltivato negli anni. Per far ciò occorre partire dalle basi, da una cultura aziendale che il nuovo CEO Enrico Deluchi intende ridisegnare alla radice.

A 80 anni dalla nascita del marchio, Canon rilancia e introduce un nuovo payoff ad accompagnare le proprie sfide di mercato: “come and see“. Il principio è estremamente chiaro: il mondo degli smartphone ha creato una enorme base di utenti che, con pochi tap su di uno schermo touchscreen, scattano e condividono trilioni di foto ogni anno; esitare nel considerare un rischio questa dinamica sarebbe controproducente, dunque Canon ha abbracciato l’opportunità e vuole puntare proprio a questo tipo di utenti per convertirli in clienti di un tipo di fotografia più evoluto e qualitativo.

Nell’era di Instagram, insomma, c’è spazio per qualcosa di più: parte del popolo degli smartphone è infatti pronta ad una evoluzione in senso qualitativo e la produzione Canon è pronta ad accogliere quanti, alla ricerca di qualcosa di più, abbiano maturato la necessaria consapevolezza per fare un passo decisivo nella direzione della fotografia con la F maiuscola.

Deluchi ha utilizzato durante il proprio saluto alla stampa una metafora particolarmente riuscita: gli utenti delle foto da smartphone sono utenti che si accontentano di “appunti visivi“, piccole bozze di memoria catturate rapidamente e buttate nel calderone di un hard disk o sulla nube del cloud. Gli appunti visivi, una sorta di “fast food” della fotografia, non possono però bastare per accontentare tutti i palati: parte della massa ha dentro di sé la pulsione di evolvere, distinguendosi in qualità e maturando una passione fotografica che porta naturalmente verso strumenti ben più evoluti.

Di qui l’invito, le mani tese e il payoff che spalanca le porte dell’azienda: “come and see”, venite a vedere cosa c’è in una dimensione differente. Questo cerca Canon: coinvolgimento, interazione, condivisione. L’evoluzione dello strumento fotografico non è certo terminato: Canon investe ogni anno l’8% del proprio fatturato in ricerca e sviluppo, senza alcuna intenzione di rallentare questo ritmo nel momento in cui proprio la distinzione può fare la differenza. Tuttavia a cambiare è l’approccio con il mercato, il dialogo con l’utenza, il modo di approcciare il rapporto con chi, al di fuori dell’azienda, guarda ai prodotti chiedendosi quale tipo di esperienza possa ricavarne.

Il percorso di Deluchi inizia pertanto in parallelo ad una svolta che Canon abbraccia a livello internazionale. Canon Italia sarà l’interprete del nuovo “come and see” nel nostro paese, pronta ad attivare tutto quanto necessario per fare un passo verso gli utenti. La segmentazione del mercato, del resto, parla chiaro: milioni di utenti scattano “appunti visivi” ogni singolo giorno, ma alcuni di loro non sono più soddisfatti della mediocrità: la qualità fotografica ha ancora molto da dire, soprattutto nell’era del cloud, della condivisione e dello storytelling come strumento privilegiato di conoscenza, empatia e narrazione.

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