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Google sta già pensando ad Android “M release”

Mentre tutti attendono il debutto di Android "L", Google già pensa alla versione successiva della piattaforma: ecco i primi riferimenti alla "M release".

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La community di utenti legata all’ecosistema Android sta aspettando con impazienza il lancio della “L release” del sistema operativo, che quasi certamente avverrà nelle prossime settimane con il debutto di un nuovo dispositivo della linea Nexus. Nel quartier generale di Google si pensa però già al futuro della piattaforma, tanto che sembrano essere iniziati con largo anticipo i lavori su quella che sarà la “M release”, ovvero la major release successiva.

A svelarlo è una conversazione tra sviluppatori di Mountain View comparsa sulle pagine dell’AOSP (Android Open Source Project). Il riferimento è a due funzionalità che non faranno alcuna differenza per l’utente finale, ma che potranno tornare molto utile a chi sviluppa, ovvero il sistema di logging “Logcat” e il formato di interscambio “photobuffers” utilizzato nella comunicazione con i server di bigG. In entrambe le occasioni di parla di feature sperimentali riservate alla versione “M”. Ovviamente non è dato a sapere altro sul progetto, che con tutta probabilità non arriverà a concretizzarsi prima della seconda parte del prossimo anno o, nella peggiore delle ipotesi, all’inizio del 2016.

I primi riferimenti alla "M release" del sistema operativo Android

I primi riferimenti alla “M release” del sistema operativo Android (immagine: Myce.com).

Una fuga d’informazioni che dimostra il costante impegno profuso dal motore di ricerca per migliorare il proprio sistema operativo dedicato a smartphone e tablet. Restando in tema, le ultime voci di corridoio parlando i un esordio del tablet Nexus 9 a metà ottobre: a quanto pare il dispositivo nasce da una nuova collaborazione tra Google e HTC, già al lavoro insieme negli anni scorsi per lo smartphone Nexus One lanciato nel 2010. Un device da 8,9 pollici, equipaggiato con il processore NVIDIA Tegra K1. Come sempre accade in questi casi si tratta di informazioni da prendere con le pinze, in quanto non confermate in via ufficiale dalle realtà coinvolte.