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IT Taxi, l’applicazione dei radiotaxi

Dopo due anni di fase beta, i radiotaxi presentano la loro applicazione: 10 mila veicoli in 40 città. Una risposta figlia della competizione con Uber.

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L’Unione dei Radiotaxi d’Italia (Uri) ha dato il via definitivo alla sua applicazione per smartphone, IT Taxi, pensata per mettere in network i radiotaxi dell’associazione fornendo una serie di servizi in mobilità. Alle base dell’applicazione gratuita, per Android e iOS, la richiesta del taxi, il Gps, il pagamento con Paypal, monitoraggio del servizio e customer satisfaction.

L’idea di IT Taxi è, sorprendentemente, più vecchia dell’exploit di Uber in Italia. In ciò incarna il grande equivoco che ha portato le associazioni dei tassisti a interpretare rigidamente le disposizioni di legge – nonostante l’assenza di decreti attuativi – pensando che non si potesse creare un’applicazione del genere. Da qui lo scontro, durissimo, con Uber e il suo prodotto che ha scompaginato il settore, finendo per accusare l’applicazione americana di concorrenza sleale, ma anche per essere considerata un elemento di modernizzazione e liberalizzazione come ha sottolineato l’antitrust.

Al di là delle recriminazioni, lo sviluppo dell’applicazione è una buona notizia, allargando il ventaglio di applicazioni per il trasporto privato. La differenza, sensibile, con Uber, è che IT Taxi è ideata per i professionisti, segue la logica della corporazione, consentendo di prenotare, pagare e giudicare con velocità inedita quello che esisteva già. È un’applicazione che innova il radiotaxi senza mettere – giustamente, dal loro punto di vista – in discussione la legittimità esclusiva del servizio taxi.

L'applicazione IT Taxi fa networking di 10 mila taxi in Italia, nelle principali città. Si basa sullo stesso funzionamento del radiotaxi, ma aggiunge la geolocalizzazione, il pagamento online e il giudizio degli utenti. Escluso il calcolo algoritmico del costo della corsa, che ovviamente rispettano le tariffe imposte.

L’applicazione IT Taxi fa networking di 10 mila taxi in Italia, nelle principali città. Si basa sullo stesso funzionamento del radiotaxi, ma aggiunge la geolocalizzazione, il pagamento online e il giudizio degli utenti. Escluso il calcolo algoritmico del costo della corsa, che ovviamente rispetta le tariffe imposte.

Come funziona

IT Taxi è disponibile sull’App Store e Google Play e mette in connessione i radiotaxi di molte città capoluogo, come Bari, Bergamo, Bologna, Bolzano, Brescia, Ferrara, Firenze, Milano, Napoli, Palermo, Parma, Perugia, Pescara, Ravenna, Torino, Trento, Trieste, Udine e naturalmente la Capitale. L’applicazione individua l’utente tramite il Gps e consente la richiesta automatica di un taxi (auto, sw, monovolume) di cui viene comunicata la sigla e la distanza che dovrà percorrere, così da calcolare l’attesa. La corsa sarà poi pagata su conto elettronico con carta di credito e la ricevuta si riceverà per mail. Previsto un servizio business per le aziende con abbonamento e fattura a fine mese. Le corse non subiscono alcuna variazione e il sistema è prettamente a database, non algoritmico, quindi non sono sottoposte a variazioni di alcun tipo.

IT Taxi va ad aggiungersi a una lista sempre più lunga di applicazioni in mobilità per l’uso intelligente del trasporto privato, data anche dal numero piuttosto alto di cooperative e sigle di questo settore. L’ingresso dei radiotaxi dell’Uri è certamente rilevante. Resta una domanda: molti considereranno questa applicazione come la risposta ad Uber, ma se non ci fosse stata Uber l’avrebbero mai fatta?

Fonte: 3570.it • Notizie su: ,