QR code per la pagina originale

Canone Rai, sarà la Lotteria Italia a pagarlo

Il Governo starebbe studiando di rivoluzionare il Canone Rai che sarebbe sostituito dai proventi della Lotteria Italia e da un'imposta di consumo

,

Il Canone Rai sarà pagato, in parte, dai proventi della Lotteria Italia. La tassa sul possesso degli apparecchi televisivi, da sempre al centro di forti polemiche, starebbe ora per essere totalmente rivista con lo scopo di abbattere l’evasione stimata oggi al 27% delle unità famigliari e di renderla parallelamente più “sopportabile” dalle famiglie, soprattutto in un periodo di crisi economica. L’odioso balzello da pagare alle poste ogni anno potrebbe dunque sparire già da quest’anno. Al Ministero dello Sviluppo starebbero infatti lavorando ad un Decreto che se approvato permetterà di rivoluzionare il finanziamento alla TV di Stato.

Sarebbero principalmente due i calderoni a cui attingere per finanziare la TV di Stato. Il primo strumento prevede di dirottare una parte delle vendite dei biglietti della Lotteria Italia. Gli italiani, con la loro passione per il gioco e le lotterie, andrebbero a finanziare dunque indirettamente la RAI ogni volta che andranno ad acquistare i biglietti della Lotteria Italia. Inoltre il Governo starebbe studiando anche un secondo secondo strumento legato alla capacità di spesa delle famiglie. La proposta di inserire la tassa direttamente nella dichiarazione Irpef sembra oramai tramontata ed al suo posto dovrebbe arrivare un’imposta di consumo, più alta per alcune tipologie di prodotti più costosi, che sarà poi girata alla Rai. Su questa seconda strada, si starebbe però ancora lavorando per trovare la perfetta quadratura del cerchio.

Attraverso questi due filoni di finanziamento si auspica di ricavare annualmente 2 miliardi di euro, un valore superiore al miliardo e settecento milioni che oggi si ricava dal canone RAI, andando così a recuperare quasi del tutto i 600 milioni di euro di evasione stimata.

I tempi per un eventuale iter di un Decreto sul Canone Rai sono comunque stretti. Se l’intento è quello di rendere la rivoluzione esecutiva già dal prossimo anno, è necessario che il Decreto sia approvato entro la fine di ottobre o al massimo nei primissimi giorni di novembre per poi essere convertito in legge entro la fine del 2014.

Fonte: La Repubblica • Immagine: Avvenire • Notizie su: ,