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Apple vuole più donne nella Silicon Valley

Apple partecipa alla conferenza Women In Computing nella speranza di assumere quante più donne possibili: anche i rivali Google e Facebook concordano.

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Apple da oltre un biennio ha deciso di premere sull’acceleratore dell’equità lavorativa. Così, dopo il profuso impegno per il rispetto dei diritti LGBT e delle minoranze etniche, il gruppo di Cupertino ha deciso di lanciarsi in una nuova sfida: aumentare il numero di donne impiegate nella Silicon Valley. L’azienda californiana ha infatti accolto positivamente la proposta della conferenza “Women in Computing”, inviando le proprie teste di serie in Arizona per scovare le più brave laureande da assoldare. Oltre ad Apple, anche Facebook, Google e Microsoft parteciperanno all’iniziativa.

Sebbene Tim Cook stia traghettando l’azienda ai vertici dei temi etici del lavoro, dal rispetto dell’identità di genere all’ambiente, sul fronte delle assunzioni rosa Apple può fare ancora molto. Lo scorso agosto, in un’operazione trasparenza sulle attività del gruppo, Cupertino ha infatti svelato come il 70% dei suoi dipendenti mondiali sia di sesso maschile, un fatto che ha sollevato le proteste di alcune associazioni umanitarie e di altrettante organizzazioni femministe. Ai tempi lo stesso CEO aveva spiegato come non vi sia alcun paletto all’entrata delle donne in Apple e, sebbene la presenza maschile massiccia fosse più casuale che voluta, ha promesso netti miglioramenti per il futuro:

La nostra definizione di diversità va ben oltre alle tradizionali categorie di razza, genere ed etnia. Include le qualità personali che solitamente non sono misurate, come l’orientamento sessuale, lo stato di veterano, la disabilità. Quello che siamo, da dove veniamo e quello che abbiamo vissuto influenza il modo con cui percepiamo le questioni e risolviamo i problemi. Crediamo nella celebrazione della diversità e investiremo su di essa.

La conferenza di Phoenix, giunta alla sua ventesima edizione, è quest’anno dedicata a Grace Hopper, una pioniera dell’informatica grazie allo sviluppo dei uno dei primi linguaggi di programmazione: COBOL. L’evento, che si focalizza ogni anno sul gender gap della Silicon Valley per proporre iniziative di integrazione al femminile nella sfera lavorativa, ha già attirato oltre 8.000 persone tra studenti e recruiter delle aziende. Apple si dice pronta ad assumere il più alto numero di personale femminile qualificato possibile, tanto che ne è nata una sfida in positivo con i già citati rivali Facebook, Google e Microsoft.

Il fatto che la Mela consideri le donne indispensabili per il proprio business, nonostante la loro percentuale sia ancora ridotta, è dimostrato anche dai ruoli di rilievo che la società ha deciso di conferire al genere femminile, per abbattere quel glass ceiling che spesso impedisce alle donne una carriera pari a quella dell’uomo. Il riferimento è ovviamente ad Angela Ahrendts, Senior Vice President del retail, ma anche a Lisa Jackson per le strategie ambientali del gruppo, Denise Young-Smith a dirigere le risorse umane e, non ultimo, Susan Wagner nel consiglio d’amministrazione. Contestualmente a questa iniziativa, Apple ha confermato un progetto congiunto con il National Center for Women and Information Technology, per inserire 3.500 donne nell’industria tecnologica statunitense entro il 2016.