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Diritto all’oblio: i numeri ufficiali di Google

Ecco i numeri ufficiali di Google relativi al modulo per il diritto all'oblio: in Italia è stato accolto solo il 24,2% delle richieste di eliminazione.

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Google ha aggiornato il Rapporto sulla Trasparenza con i dati riguardanti le richieste di rimozione dei link nelle SERP inoltrate dagli utenti, sulla base della sentenza emessa nel maggio scorso dalla Corte di Giustizia dell’Unione Europea. In altre parole, i nuovi dati fotografano la situazione attuale relativa al cosiddetto diritto all’oblio.

Prendendo in considerazione l’intero vecchio continente i moduli fin qui compilati sono stati 144.954. Questi hanno portato il motore di ricerca ad analizzare un totale di 497.695 URL. Come visibile dal primo dei due grafici allegati di seguito, la richiesta è andata a buon fine nel 41,8% dei casi, mentre è stata respinta per il restante 58,2%. Le percentuali sono molto diverse focalizzando l’attenzione esclusivamente sull’Italia, dove solo il 24,2% delle domande è stato accolto. Nel nostro paese gli utenti hanno inviato 11.380 richieste per 39.537 link. Il gruppo di Mountain View fornisce anche alcuni esempi (ovviamente del tutto anonimi) relativi alla tipologia di richieste ricevute da nostri connazionali.

Una donna ci ha chiesto di rimuovere un articolo risalente a decenni fa relativo all’omicidio di suo marito in cui era citato il nome della donna. La pagina è stata rimossa dai risultati di ricerca relativi al suo nome.

Diritto all'oblio: la percentuale delle richieste raccolte e respinte da Google in seguito alla sentenza europea

Diritto all’oblio: la percentuale delle richieste raccolte e respinte da Google in seguito alla sentenza europea (immagine: Google, Rapporto sulla Trasparenza).

Abbiamo ricevuto dalla vittima di un crimine una richiesta di rimozione di tre link che parlano del reato, che è avvenuto decenni fa. Le pagine sono state rimosse dai risultati di ricerca relativi al suo nome.

A differenza di questi primi due esempi, altre richieste non sono state accolte poiché fanno riferimento ad informazioni che possono essere ritenute ancora di interesse pubblico, come quelle seguenti.

Abbiamo ricevuto da una persona diverse richieste di rimozione di 20 link ad articoli recenti sul suo arresto per reati finanziari commessi in ambito professionale. Non abbiamo rimosso le pagine dai risultati di ricerca.

La maggior parte dei link rimossi dalle pagine dei risultati portava a Facebook (3332), Profile Engine (3289), YouTube (2392), Badoo (2198), Google Gruppi (1945), Yasni Germania (1559), Wherevent (1511), Yasni Francia (1298) e Yatedo (1174).