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La Carta di Internet aperta alla consultazione

La bozza della carta dei diritti fondamentali del cittadino su Internet è online per la consultazione pubblica. È composta di 14 articoli.

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È online la bozza della Carta dei diritti fondamentali in Internet, il documento prodotto dall’apposita commissione voluta da Laura Boldrini per segnare anche da questo punto di vista il semestre di conduzione europea. Il testo è composto da un preambolo e una dichiarazione di 14 punti che affronta i grandi temi che legano la cittadinanza alla Rete. Sarà la base sulla quale si potrà intervenire con il proprio parere durante la consultazione pubblica aperta dal 27 ottobre.

La pubblicazione della bozza era stata annunciata da qualche settimana, Stefano Rodotà, a capo della Commissione che l’ha elaborata, aveva accolto questo risultato come un passaggio fondamentale per lo sviluppo del paese. La battaglia del professore viene da lontano, quando insieme a pochi altri aveva intuito come l’unico modo per non finire impantanati dentro le grandi contraddizioni della Rete – nata con un impulso libertario, ma poi ristrutturatasi attorno a grandi interessi, poteri e gatekeeper – era quello di scrivere una Magna Carta di Internet che impegnasse politica e società a difendervi i valori già garantiti nel mondo fisico e a idearne di nuovi.

Cosa dice la Carta

La bozza della Carta dei diritti in Internet (pdf) si fonda sul pieno riconoscimento di libertà, eguaglianza, dignità e diversità di ogni persona, dunque anche in Rete, anzi, a maggior ragione considerando che Internet «si configura come uno spazio sempre più importante per l’autorganizzazione delle persone e dei gruppi e come uno strumento essenziale per promuovere la partecipazione individuale e collettiva ai processi democratici e l’eguaglianza sostanziale». Il testo è suddiviso in 14 articoli, molto pregnanti. Non c’è titolo che non rimandi a discussioni e dibattiti sempre presenti quando si parla di Internet.

  1. Riconoscimento e garanzia dei diritti
  2. Diritto di accesso
  3. Neutralità della rete
  4. Tutela dei dati personali
  5. Diritto all’autodeterminazione informativa
  6. Inviolabilità dei sistemi e domicili informatici
  7. Trattamenti automatizzati
  8. Diritto all’identità
  9. Anonimato
  10. Diritto all’oblio
  11. Diritti e garanzie delle persone sulle piattaforme
  12. Sicurezza in rete
  13. Diritto all’educazione
  14. Criteri per il governo della rete

In questa dichiarazione ci sono elementi sui quali c’è ormai unanimità di opinioni in Europa, come il doppio aspetto del diritto di accesso sia come lotta al divario digitale sia come conferma delle condizioni di parità tecnologiche, argomento che porta alla neutralità intesa come diritto dell’utente di ricevere pacchetti dati senza discriminazioni, e così mantenere la capacità generativa e innovativa di Internet.

Molti i riferimenti inevitabili al Datagate, nell’articolo 4 dove si specifica che i dati possono essere raccolti e trattati solo con il consenso effettivamente informato della persona interessata, nell’articolo 5 che sancisce il diritto di ciascuno di accedere ai propri dati, quale che sia il soggetto che li detiene e il luogo dove sono conservati, per chiederne l’integrazione, la rettifica, la cancellazione, e negli articoli 6 e 7 dove si ribadisce l’inviolabilità della sfera personale senza un intervento del giudice. Anche l’anonimato si vede riconosciuto, salvo in quei casi in cui si debba tutelare l’interesse pubblico.

Farà certamente discutere il passaggio dell’articolo 10 sul diritto all’oblio, che nella bozza diventa un vero e proprio diritto di ottenere la cancellazione dagli indici dei motori di ricerca dei dati che non abbiano più rilevanza, bilanciato però da due ottime precondizioni: non si può limitare la libertà di informazione base della formazione di un’opinione pubblica; chiunque può impugnare la cancellazione di una informazione davanti all’autorità giudiziaria per garantire l’interesse pubblico.

La consultazione

Il testo è disponibile per la consultazione online che partirà dal prossimo 27 ottobre. La piattaforma è già stata usata in altre occasioni ed è molto semplice: chiunque può intervenire su tutti o alcuni articoli, sia con un contributo, sia giudicando il dibattito sin lì, condividendo le sue opinioni. Tutti i commenti entreranno a far parte del sistema di valutazione che arricchirà la bozza prima della stesura finale.

Finalmente anche l’Italia

L’Italia con questo documento fa la sua parte, finalmente, dopo alcuni anni di imbarazzante oscillazione tra teorie colpevolizzanti e proposte di legge intimidatorie e clamorosi salti in avanti senza costrutto. Grazie al lavoro della Commissione istituita alla Camera, forse anche il Belpaese scriverà nero su bianco quanto è necessario tutelare cittadini e Internet insieme, non uno contro altro, partendo da tutele generali che alimentino le future leggi su democrazia e diritti dell’era digitale. Lo stanno facendo inglesi e tedeschi, lo hanno già fatto i francesi.