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StartupBus, anche l’Italia alla finale di Vienna

Una delle formazioni dello StartupBus Italia è arrivato in finale a Vienna, ma è l'intera squadra ad uscirne a testa alta per risultati e impegno profuso.

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Oltre 2600 chilometri di strada e di lavoro, notti insonni per lavorare su progetti che devono dimostrare il proprio valore nel giro di pochi giorni, un pitch di fronte ad una grande platea: il percorso dello StartupBus Italia si è fermato a Vienna, dove per i ragazzi è giunto il momento dell’esame finale. I team uHelp, TouchLife, C-All, Tuk-Tuk e Conpy hanno così giocato le proprie carte, mettendosi a confronto con il resto d’Europa all’interno di una competizione complessa e di grande intensità.

Una sfida impari per la verità: mentre i team avversari potevano contare di 7-8 unità, il team italiano ha affrontato la sfida con risorse umane dimezzate, il che pesa fortemente sui risultati ottenibili al termine di una estenuante maratona di 5 giorni. Tuttavia al termine del primo round di pitch a squadra italiana ha immediatamente potuto guardarsi negli occhi con orgoglio, poiché è parso evidente che le fatiche messe in campo avevano fruttato qualcosa di estremamente significativo.

La concretezza e l’organicità della struttura dei progetti italiani hanno infatti distaccato di gran lunga la media delle proposte concorrenti, dimostrando in ciò un differente approccio alla tecnologia che evidentemente la nostra cultura ha saputo mettere in ballo in una competizione di questo tipo: mentre da Francia, UK, Grecia, Estonia e Regno Unito sono giunte perlopiù riformulazioni di servizi online, social network e applicazioni mobile, i team italiani hanno sfruttato tecnologie hardware e software al servizio di necessità concrete e finalità solide, mettendo in campo soluzioni di grande tangibilità e di impatto immediato. La cosa non è stata apprezzata a pieno dalla giuria, la quale ha spostato i propri voti soprattutto nella direzione dei progetti già realizzati (e in ciò sono stati i team più numerosi ad avere la meglio), ma non è certo un voto di una certa parzialità a sminuire il giudizio della squadra italiana. Anzi.

C-All va in finale

Al termine dei pitch, una squadra italiana ha potuto giocarsi la finale: è stato il team C-All, la cui proposta è stata così riformulata nel secondo round di pitch davanti alla giuria nel tentativo di accaparrarsi i favori della stessa. Una sola squadra poteva però andare ai Pioneers per un’ultima presentazione e la formazione C-All non ce l’ha fatta. Poco male, però: in realtà il team italiano ha ricevuto immediati approcci da parte di persone interessate ad incubare il progetto e dunque mentre i bus “concorrenti” portano a casa un miglior posizionamento in classifica, il bus italiano si porta a casa una grande esperienza e possibili evoluzioni di mercato che premiano la fantasia e la concretezza delle proposte maturate.

Le formazioni vincenti hanno presentato plugin per browser, videogiochi per l’apprendimento della lingua straniera e strumenti per la gestione intelligente del tempo durante la giornata. Altre ipotesi scartate erano relative ad un networking basato sulle fantasie erotiche, ad alert per chi si addormenta in treno, soluzioni di advertising innovative (ma in realtà bocciate da tempo dal mercato e pertanto prive di alcun fondamento).

Se la squadra italiana torna a casa senza medaglia, insomma, non ha di che rammaricarsi: l’innovazione messa in campo dal bus partito da Napoli si è dimostrata piena di sostanza. E quindi piena di futuro.