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Chromecast: mirroring su Xperia Z2, Z3v, Z2 Tablet

La funzionalità "Trasmetti schermo" di Google Chromecast è ora ufficialmente compatibile anche con i dispositivi Sony Xperia Z2, Z3v e Xperia Z2 Tablet.

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La funzionalità “Trasmetti schermo” di Chromecast, lanciata da Google nel mese di luglio, è da oggi compatibile con nuovi dispositivi. Si tratta degli smartphone Sony Xperia Z2 e Sony Xperia Z3v, oltre che del modello Sony Xperia Z2 Tablet da 10,1 pollici. La conferma arriva direttamente dalle pagine del supporto ufficiale, che riporta i tre device nell’elenco di quelli supportati.

Per chi non ne fosse a conoscenza, si tratta di una modalità che permette la trasmissione sul televisore in tempo reale (con un piccolo ritardo) di tutto ciò che è visualizzato sul display di smartphone e tablet. Per attivarla è sufficiente avviare l’applicazione Chromecast su Android, premere il pulsante “Trasmetti schermo” presente nel menu laterale e attendere qualche secondo.

Ecco dunque riportato di seguito l’elenco aggiornato di tutti gli smartphone e i tablet attualmente compatibili con la feature “Trasmetti schermo” di Chromecast. Va purtroppo segnalato che ancora mancano dispositivi top di gamma come HTC One (M8), che si spera possano essere inclusi al più presto.

  • Nexus 4;
  • Nexus 5;
  • Nexus 7 (2013);
  • Nexus 10;
  • Samsung Galaxy S4;
  • Samsung Galaxy S4 (Google Play Edition);
  • Samsung Galaxy S5;
  • Samsung Galaxy Note 3;
  • Samsung Galaxy Note 10;
  • HTC One M7;
  • HTC One M7 (Google Play Edition);
  • LG G3;
  • LG G2;
  • LG G Pro 2;
  • Sony Xperia Z3;
  • Sony Xperia Z3 Compact;
  • Sony Xperia Z3v;
  • Sony Xperia Z2;
  • Sony Xperia Z2 Tablet.

Ovviamente è dato per scontato il supporto della funzionalità da parte dei nuovi Nexus 6 e Nexus 9 che si apprestano a debuttare sul mercato, realizzati da Google rispettivamente in collaborazione con Motorola e HTC. Esiste anche un metodo non ufficiale per abilitare “Trasmetti schermo” sui device non compatibili, ma che richiede per forza di cose il root e l’installazione di un file APK modificato da uno sviluppatore della community XDA Developers.